Michelangelo La pietà vaticana

UNIVERSALE!!! Finalmente al riparo dai consueti detrattori delle scoperte scientifiche da me fatte decido, dopo anni e a seguito dell'accettazione dell'articolo sulla 'Pietà' di Michelangelo da parte di una nota rivista scientifica internazionale, di pubblicare l'integrale dossier di ricerca e la scheda della presentazione.
Michelangelo Buonarroti
La Pietà 
Data 1497-1499

Materiale Marmo bianco di Carrara

Dimensioni 174×195×69 cm

Ubicazione Basilica di San Pietro in Vaticano, Città del Vaticano.
Circa tre lustri sono trascorsi da quando comparvero, durante il restauro della ‘Venere sdraiata in un paesaggio’ di Paris Bordon (TV 1500-VE 1571), le scritte e le figure semi celate ovunque tra le pieghe della pittura: nel paesaggio alle spalle della Dea, tra gli alberi, nelle rocce sullo sfondo e nel corpo stesso della Venere. Tale straordinario ritrovamento diede inizio alla ricerca in questa direzione, da allora una moltitudine di opere d’ arte furono analizzate rivelando essere questa un’ antica pratica occulta percorsa dagli artisti vissuti a partire perlomeno da Giotto di Bondone sino ai nostri tempi con lo scopo di tramandare la paternità e la datazione di ogni loro lavoro. Oltre le scritte sono state scoperte in ogni opera delle figure aliene alla scena principale, spesso dei volti che in qualche caso si sono rivelati dei veri e propri autoritratti o di demoni con le corna come nel caso di quelli rilevati nei dipinti di Giorgione e dello stesso Giotto.
Una tecnica sinora rimasta segreta, tramandata dai maestri agli allievi, di bottega in bottega, da pittore a pittore, oggi svelata.
 Una breve parentesi di studio ha favorito, nell’anno 2012, di rilevare questi segreti ‘signa’ anche negli antichi affreschi di Ercolano. In seguito accademici di fama si sono prodigati a turno nel confermare questa tesi scoprendo queste segrete presenze nelle opere di Giotto, Sandro Botticelli, Piero della Francesca, Mantegna, Raffaello Sanzio, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, Tintoretto, Caravaggio, Gustave Courbet e Amedeo Modigliani.
Un nuovo metodo di studio e approccio all’ opera d’arte si è affacciato a supporto del difficile compito delle attribuzioni.
Perfezionato in circa quindici anni di assidui studi, il metodo Buso è stato presentato al convegno ‘Giotto si rivela’, tenuto a Assisi il 10 novembre 2018, tende a risaltare e meglio porre in luce, in ogni opera d’ arte sculture comprese, firme, date e figure celate.
Reduce dagli studi scientifici svolti in gran parte degli affreschi di Giotto della Basilica Superiore di Assisi e della Cappella degli Scrovegni a Padova, pubblicati nel volume ‘Giotto si rivela’, edizioni Grafiche Antiga 2019, reduce anche degli studi apportati ad alcune opere di Raffaello Sanzio rivolgo ora la mia attenzione ad uno dei capolavori in assoluto mondiali realizzato da Michelangelo Buonarroti: La Pietà vaticana.
L’ esperienza raggiunta in tanti anni di studio mi ha permesso di cogliere, in alcune parti del celebre marmo, una serie di importanti dati semi celati a seguito inseriti nel dossier di ricerca, i quali fanno meglio comprendere come quest’antica pratica occulta sia stata percorsa anche da questo grande genio fiorentino.
Tre volti sono semi celati nel petto della Madonna all’altezza del suo seno, due dei quali sono abilmente tra loro collegati. Nella fronte della stessa è chiaramente visibile la lettera ‘M’, iniziale di Michelangelo. In basso, trasversale è la grande lettera ‘B’, iniziale di Buonarroti, sapientemente semi celata nelle pieghe della veste che ricopre le gambe della Madonna, ad una rotazione di questa zona chiare emergono le lettere M e B sempre semi celate tra le pieghe della veste.
Nella spalla destra della Madonna e il suo seno sinistro sono presenti i numeri 9 e 5 tra loro separati dai tre volti presenti nel petto della Madonna, da questa separazione si potrebbe evincere che essi non si riferiscono a una data ma probabilmente alla vicenda biblica che ha a che fare con la crocifissione di Cristo e i due ladroni. Se invece i numeri fossero riferiti alla data potremmo oggi dire che la celebre scultura sia stata eseguita nel 1495 e non nel 1497-99 come sinora sostenuto. Dati segreti sapientemente ricavati nel marmo da colui che eseguì il Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Vista la portata storica dello studio ho ritenuto pubblicarlo in una rivista scientifica internazionale con la collaborazione del professore Deivis De Campos, docente universitario a Rio Grande do Sul, Porto Allegre, (Brasile) che da tempo studia questo genio, e con il quale abbiamo collaborato a un articolo, ora accettato da altra rivista scientifica, su Gaspar Becerra e Michelangelo (Golden Ratio).
12 aprile 2019 Luciano Buso

Immagini 7 e 8: Particolare dei tre volti semi celati da Michelangelo Buonarroti ne La pietà vaticana.
Uno con copricapo è in alto a sinistra con la bocca spalancata ricavata nell'occhio sinistro dell'altro volto collegato sotto. Il terzo è sulla loro destra con copricapo e il pizzetto nel mento. I due con copricapo pare siano maschili, quello in basso a sinistra femminile! Sinora mai colti da alcuno furono realizzati nel petto della Madonna da questo grande genio circa 525 anni or sono.