GINO Rossi-la casa sul Montello e l'accademismo

ALCUNI ORIGINALI BRANI TRATTI DALLE RELATIVE, STRANE E ILLEGALI INTERVISTE RILASCIATE ALLA STAMPA LOCALE DAI DUE ATTUALI MASSIMI ESPERTI DELL'ARTE DI GINO ROSSI, QUALI SI FANNO CHIAMARE. IL CATALOGO RAGIONATO DELLE OPERE DI GINO ROSSI DA ME PRESENTATO NELLA SEDE DELLA PROVINCIA DI TREVISO IL GIORNO 28 NOVEMBRE 2014, RECA NELLA SUA SERIETA' UNA CHIAREZZA, UNA TRASPARENZA E VISIBILITA' ASSOLUTE! GLI APPROFONDITI E FIN TROPPO CHIARI STUDI SCIENTIFICI, LE LEGALI PERIZIE RACCOLTE NELL'INTERO VOLUME, NEL QUALE APPAIONO OLTRETUTTO ANCHE INSERITI DIPINTI  INEDITI DI GINO ROSSI RICONOSCIUTI E STORICIZZATI A SUO TEMPO DAL PRECEDENTE ANZIANO STORICO DI TREVISO, ANCORA OGGI IL PIU' IMPORTANTE PER QUESTA FIGURA DI ARTISTA, CHIARAMENTE SI POGONO DELLE DOMANDE: QUALI INTERESSI MUOVE IL TENTATIVO DI UN SIMILE SCEMPIO? PERCHE' SI E' ASPETTATO DI INTERVENIRE CON QUESTO MODO VIOLENTO SOLO ALL'INDOMANI DELLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME? PERCHE' IN CONTEMPORANEA AL MIO CATALOGO VIENE ORA ANNUNCIATO IL LORO CATALOGO UFFICIALE DELL'OPERA DI GINO ROSSI ? PERCHE' VIENE ORA ANNUNCIATA IN CONTEMPORANEA ALLA MOSTRA DA NOI PROGRAMMATA A CONEGLIANO, UN'ALTRA SIMILE MOSTRA A TREVISO, OLTRETUTTO NELLO STESSO MESE? EPPURE, SOLO QUALCHE MESE ADDIETRO, VENIVA RIFERITO ALLA NOSTRA COORDINATRICE, CHE NESSUNA INIZIATIVA ERA IN CORSO O PREVISTA A TREVISO SU QUESTA DIREZIONE, SU QUESTO ARTISTA. 
MOLTE SONO LE DOMANDE ALLE QUALI NECESSARIAMENTE SAREBBE OPPORTUNO RISPONDERE CON ONESTA' E TRASPARENZA.

LA TOTALITA' DELLE INTERVISTE SI POSSONO LEGGERE DIRETTAMENTE NEL SITO INTERNET DEI QUOTIDIANI ITERESSATI. 


LA TRIBUNA DI TREVISO 1 DICEMBRE 2014
Il caso Gino Rossi: quanti falsi in quel catalogo
Il professor Del Puppo, massimo esperto del pittore veneto, smaschera il volume realizzato da Luciano Buso
di Antonio Frigo"

Questo catalogo ragionato è un'invenzione. E chi l'ha scritto fa un'operazione simile a quelli che dicono di poter leggere le scie chimiche in cielo. Cose dell'altro mondo. Ci si potrebbe anche sorridere sopra, ma questa operazione spalanca le porte a chi vorrebbe mettere in giro un po' di falsi. E questo non va bene". Il professore in questione è Alessandro Del Puppo, docente all'Università di Udine, il maggiore studioso in attività, assieme al collega veneziano Nico Stringa, dell'arte di Gino Rossi, pittore del Novecento vissuto e morto a Treviso. Forse non è chiaro, ma non basta cercare e trovare dentro un quadro qualcosa che assomiglia, con tanta fantasia,  a una sigla GR per attribuirlo a Rossi. Qui vedo addirittura che le sigle sarebbero più d'una all'interno della stessa opera... Non scherziamo, per carità. C'è tutta una procedura, fatta di documentazioni e di supporti scientifici, per arrivare all'autenticazione delle opere d'arte. Quelle di Gino Rossi sono un centinaio. Nessuna di più. Negli ultimi trent'anni se ne sono aggiunte una o due, niente di più.


TREVISO IL GAZZETTINO 29 NOVEMBRE 2014
Catalogo su Gino Rossi, scoppia
la bufera: «C'è un falso in copertina»
Lo studioso Nico Stringa contro il volume di Luciano Buso:
«Il dipinto in copertina non è dell'artista»
di Chiara Voltarel
TREVISO - Quel catalogo non gli va giù, Nico Stringa non lo nasconde!


TRIBUNA TREVISO 29 NOVEMBRE 2014
I falsi di Gino Rossi, ci cascò anche Andreotti?
Catalogo controverso, il professor Stringa contesta il volume di Luciano Buso: "Pieno di bufale"
di Antonio Frigo


TRA LE SVARIATE MAIL E LETTERE CHE GIORNALMENTE MI ARRIVANO, DECIDO DI PUBBLICARNE UNA CHE MI PARE SIA ALQUANTO INDICATIVA PER  MEGLIO FAR COMPRENDERE QUALE SIA, A PROPOSITO, IL GIUDIZIO DELL'OPININE PUBBLICA.

Gentile Luciano,
sfogliando il suo catalogo, anche un ignorante di pittura come il sottoscritto ha apprezzato il lavoro preciso, puntuale, attento e paziente da lei svolto.

Purtroppo i "professori" sono spesso persone che attaccano il lavoro altrui solo perché è fatto da sconosciuti appassionati e non da accademici con titoli riconosciuti, e si sa, costoro sono chiusi nella loro torre d'avorio e difendono la cultura, non per diffonderla, ma per tenerla nel loro esclusivo monopolio. In quanto ai veri o ai falsi, si ricordi delle teste di Modigliani tirate fuori dal canale del fiume anni fa, e che mi pare fior fior hanno detto che erano autentiche, quando poi mi pare fossero state fatte da due buontemponi con il black&decker... quindi chi può dire quando...


LUCIANO BUSO - Gino Rossi la casa sul Montello e l'accademismo.

Estremamente puro, persona sincera che credeva nei nobili valori, nei nobili sentimenti al punto da anteporli anche alle agognate mete artistiche!
In cerca, sul Montello, di quella pace che non trovava in mezzo ai lupi massonici, ai corrotti che imperversavano tra gli uomini di cattiva fede, Gino Rossi, tanto predicato e poco amato… pone gli inderogabili sigilli alla pratica della scrittura celata presente in ogni sua opera: gli imprescindibili dati personali semi nascosti tra le pieghe della sua pittura, dichiarati oltretutto nella originale dedica (firmata) apposta nel verso di un dipinto del “13”, donato in seguito, nel "33", quando era già ricoverato in ospedale psichiatrico, all’amico di famiglia dottor Binotto: 
“Per dottor Binotto amico di famiglia, con grande affetto,1933, Montello, Giavera, scritte segrete sulle piante, Rossi”. Tale originale dedica, si contrappone quindi nettamente e legalmente al subdolo tentativo, avvenuto per mano di due accademici, di boicottare e annullare, con l'apporto della stampa locale, gli studi da me fatti e il Catalogo Ragionato delle opere edite e inedite di Gino Rossi, appena presentato nella sede della Provincia a Treviso. La dedica, che viene del tutto riconosciuta originale dalle indagini di rito svolte presso la diagnostica per l'arte Fabbri di Campogalliano di Modena e dalle dottoresse Maika Gabelleri e Domenica Marseglia, note grafologhe a Civitanova Marche, Mc, stabilisce in modo alquanto chiaro, la inopinabile volontà dell'artista nel suggerire il personale suo metodo per stabilire la originalità di ogni sua opera.

Scrive Gino Rossi… e scrive molto e in modo alquanto chiaro!!!

I suoi scritti, le sue precise volontà, vanno rispettate al di là dei dogmi personali in corso da sempre dopo la sua scomparsa, al di là di qualsiasi interesse commerciale fine a questa o quell'altra istituzione.
Per sfuggire a tali misfatti egli si rifugiò sul Montello, convinto di trovarvi finalmente pace, di essere lontano da quel mondo abbietto, da quelle persone che lo giudicavano oltretutto senza aver mai solo provato a gestire un pennello! Persone inutili e arroganti, convinte di conoscere profondamente la pittura tramite le pagine di un libro. Soffre ancora oggi l'artista, a quasi settant'anni dalla sua morte, di tali miserevoli incompetenze, di chi esibisce prima di tutto un ricco medagliere e si sciacqua la bocca con complesse frasi che nulla hanno a che vedere con la materia che compone ogni suo dipinto; travolgendo e sparando BORDATE a dritta e a manca, di fatto distruggendo e minacciando, dalle loro torri d'avorio, tutto ciò che si pone innanzi. Le molte sue lettere, che sparavano in tutte le direzioni già allora, sono state infatti pubblicate molto tempo dopo la sua morte, la loro pubblicazione avvenne con molta perplessità e incertezza in quanto chiaro emergeva il suo modo di pensare a riguardo.
Rispettare quindi le sue volontà, significa anche amare la sua opera con pudico rispetto! Egli insegnò soprattutto di che pasta era fatto, come si poteva essere estremamente importanti senza calpestare, distruggere e travolgere nessuno, un chiaro messaggio per coloro che prima lo portarono dritto al manicomio, in seguito lo posero ai vertici dell'arte del primo Novecento, oggi...ma...Gino Rossi, oltre ad essere un pittore autodidatta, era anche un uomo con tanto di sentimenti, che ha dipinto in più modi nella sua vita...inutile quindi standardizzare la sua arte quasi fosse stampata !

GINO ROSSI A BARBANTINI:
Caro Nino, rispondo con più calma alla tua cara lettera, ti faccio sapere che sono proprio tornato alla pittura.  La casa che ho trovato a Ciano è proprio in cima al Montello - si gode una pace da convento e si vede dall’alto tutto il mondo - ;  il Piave, il Grappa, Cornuda e tanti bei paesi.
Spero di essere lasciato tranquillo al mio lavoro - al quale ho diritto e che anche quassù non dovrò risentire gli effetti della cattiveria che si accanisce contro di me.
In questi giorni sto ordinando la casa, e preparando le tele.
Che bellezza vivere lontano dall’invidia dal pettegolezzo e da tutta quella compagnia di delinquenti che oggi comanda senza meriti di ingegno… ho letto sul giornale che al posto di Soppelsa è stato messo un certo Ehrenfreund. Che uomo è? Massone? Quanto male ha fatto questa gente e quanto ne continua a fare!
Io spero che la voce degli uomini onesti e meritevoli tornerà un giorno ad essere ascoltata. C’è un giornalismo infetto e una vigliaccheria universale…un bacio al Barbantini giovane e uno a quello vecchio, (per modo di dire).
Tuo Gino Rossi

A seguire:
1)- La casa abitata al tempo da Gino Rossi sul Montello con la madre e in parte con la compagna Giovanna Bieletto e la figlia Maria.
Ubicata in via General Fiorone 13, restaurata nell’anno 1986, è stata finalmente oggi da me trovata dopo lunghe e complesse ricerche.
Al tempo questa modica abitazione era composta da mura sottili, era simile a quella che appare nella foto sulla destra nella parte iniziale. Di certo una veduta panoramica del tutto simile a quella descritta da Rossi nella lettera inviata a Barbantini si apre verso nord-ovest, dove è possibile vedere da sinistra verso destra: le colline asolane tutte, Cornuda con il suo bel campanile che svetta verso l’alto e la sua così chiamata "rocca" sulla collina, il monte Grappa sullo sfondo con a destra la vallata sul fiume Piave e Valdobbiadene ai piedi del monte Cesen sulla destra. Un rispettoso, vero amore e dedizione ha permesso oggi questa difficile scoperta sinora mai fatta da alcuno. In questo luogo Gino Rossi ha conosciuto quel po’ di felicità che la sua breve e tormentata vita gli ha riservato. Speriamo ora... che qualcuno non metta in dubbio anche questo straordinario ritrovamento, affermando trattarsi di un FALSO  e quindi minacciare ancora una volta l'invio delle Fiamme Gialle!

2)- Seguono alcune immagini che riguardano la originale dedica all’amico dottor Binotto, apposta da Rossi nel verso di un’opera da lui eseguita su tavola nel 1913: “Paesaggio a Giavera sul Montello”, donata in seguito all’amico nel “33”, quando già da tempo era ricoverato in ospedale psichiatrico: “Per dottor Binotto amico di famiglia, con grande affetto,1933, Montello, Giavera, scritte segrete sulle piante, Rossi”.
Ancora una volta emerge la chiara volontà di Gino Rossi nello stabilire direttamente la originalità di tutte quelle opere che recano occultati i suoi personali dati: "le scritte segrete", le quali permettono oggi il riconoscimento e la datazione di ogni suo dipinto al di là di qualsiasi dubbio, convinzione e personale dogma. Si invitano pertanto quanti minano la volontà dell’artista stesso, ad un confronto pubblico diretto con l’autore del volume Luciano Buso...seduti ad un tavolo rotondo è forse più costruttivo che servirsi di un quotidiano di provincia al quale miratamente vengono esternate le proprie personali convinzioni...al quale, nessuna dichiarazione è stata furbescamente comunque rilasciata riguardo le ultime pagine del volume da me composto, le quali nettamente mostrano, in chiarissime immagini, i dati occultati emersi allo stesso modo negli affreschi di Ercolano, in quelli di Giotto di Bondone, nella "Tempesta" di Giorgione e nella "Ultima cena" di Leonardo da Vinci, del tutto simili a quelli comparsi in ogni opera di Gino Rossi, compresa quella inedita da me scoperta: "I vizi" del 1900, la quale più che mai mostra quanto il giovane Gino Rossi, (16 anni), guardasse al tempo all'arte di Paul Cézanne...(storica informazione accademica, oltre le più citazioni nelle lettere autografe di Rossi)...eppure il dotto professore furbescamente sta zitto su questo, e...denigra a più non posso l'opera, descrivendola quale una copia da osteria di un celeberrimo dipinto di Cézanne. Peccato che egli non abbia da tutto cio', dall'alto della sua dichiaratissima eminentissima conoscenza, tratto la deduzione che forse per la prima volta era veramente davanti ad un Gino Rossi giovanissimo...che imita e reinterpreta seppur in parte, "il ragazzo col panciotto rosso" di Cézanne. Le scritte segrete lo urlano in modo del tutto chiaro e inequivocabile! 

Libero come un gabbiano, unico nella sua grande mente, Rossi mai si fece prendere da alcuna associazione a delinquere..., come chiaramente scrive a Nino Barbantini.  Questo, gli procurò un vero disatro con la stampa e con le cariche accademiche del tempo.
Perdente e imprigionato tra quattro mura ma, imprigionato anche in seguito con le sole un centinaio di opere sinora a lui riconosciute dall'accademismo, questo grande e fervido artista, subisce a distanza di circa settant'anni dalla morte, ancora un affronto: gli vengono sottratte senza alcun rispetto, le opere inedite da me scoperte dalla scrittura celata in esse chiaramente visibile. Si sciacquano oggi la bocca coloro che, non artisti ma solo lettori, interpreti di un qualcosa di molto più complesso di quanto imparato nei libri tra i banchi di scuola, non hanno mai sinora gestito alcuna tavolozza o un pennello. Per conoscere a fondo un artista, bisognerebbe perlomeno sapere in che modo si esegue un'opera, in che modo usare un pennello e cosa fare con esso.  Una vera, vergognosa e violenta campagna denigratoria nei confronti dei miei studi, della mia persona di uomo e artista, degli studi da me fatti ora nell'opera generale di Rossi è in atto con il supporto di una stampa provinciale!
NON MI RISULTA IN ALCUN MODO, CHE COLORO CHE SI SCAGLIANO ORA, CON TANTA INAUDITA E ILLEGALE VIOLENZA CONTRO IL VOLUME DA ME APPENA PRESENTATO ALLA PROVINCIA DI TREVISO, ABBIANO, COME INVECE HA IL SOTTOSCRITTO DA TEMPO, ALCUN LORO DOCUMENTO O VOLUME AL MUSEO DEL LOUVRE A PARIGI O IN QUELLO DEL PRADO A MADRID.
IL GIORNALISTA CHE LI SEGUE E PUBBLICA, IN UN PROVINCIALE QUOTIDIANO, QUANTO DA LORO AFFERMATO, HA FORSE PERSO LA MEMORIA? EGLI  DIMENTICA INFATTI GLI SVARIATI IMPORTANTI COMUNICATI ANSA CHE RIGUARDANO LE MIE LEGALI, INTERNAZIONALI SCOPERTE IN QUESTA DIREZIONE, PUBBLICATI DALLA SUA REDAZIONE PIU' VOLTE NEL TEMPO, PRESENTI OLTRETUTTO ANCORA OGGI IN PARTE NEL LORO SITO INTERNET? (TUTTI DA ME BEN CONSERVATI ASSIEME AI QUATTRO ATTI NOTARILI SINORA STIPULATI SU QUESTA SCOPERTA)! (Ben tre valigie sono state da me conservate, riempite di importanti quotidiani anche esteri, di stampa interessata alla mia sacrosanta e legale scoperta...e non parliamo di quante interviste io abbia rilasciato nel tempo nell'intero globo).

QUESTO, FA LUNGAMENTE RIFLETTERE IN MODO AUTONOMO E NON INQUINATO, QUALSIASI PERSONA DI BUON INTENDIMENTO, CHE NE PUO' TRARRE LE DOVUTE CONCLUSIONI !

Vedremo ora se la legge in Italia tutela tale pubblica diffamazione rivolta alla persona, allo studioso, all'artista e allo scopritore di una importante pratica segreta che persiste da svariati secoli, da anni pluripubblicata ovunque nel mondo! Gli elementi ci sono Tutti! PIU' ALTO E' IL PULPITO DAL QUALE VENGONO MOSSE TALI DIFFAMAZIONI, PIU' ALTA SARA' LA LEGALE RISPOSTA E LA LEGALE RICHIESTA PER L'ENORME DANNO SUBITO!
Mi è stato persino sottolineato lo sbaglio di trascrizione di un apostrofo, in un volume composto da seicento pagine, quasi a primeggiare accademicamente, mostrando prima di tutto il ricco medagliere... CHE CHIARAMENTE STABILISCE L'ASSOLUTO EGO con la chiara intenzionalità di sottovalutare e distruggere pubblicamente l'immagine di una seria, onesta persona che da anni studia per oltre dieci, dodici ore il giorno! 
Oltretutto spacciandolo per UN DISONESTO, UN LADRO che vuole immettere nel mercato tutta una serie di falsi di Rossi! NON SOLO, E CI SONO I CERTIFICATI MEDICI DEL RICOVERO DURATO CIRCA DUE MESI, IL SOTTOSCRITTO HA DOVUTO RECENTEMENTE SUBIRE UNA DIFFICILE DELICATA OPERAZIONE AL CERVELLO, DURATA CIRCA SETTE ORE E MEZZO, DOVUTA ALL'IMMANE IMPEGNO, ALL'AFFATICAMENTO, ALLO STRESS SUBITO PER GLI ENORMI E IMPEGNATIVI STUDI FATTI SU QUESTA IMPORTANTE SCOPERTA E DIREZIONE. TALE OPERAZIONE GLI HA OLTRETUTTO PROCURATO LA SEMI INFERMITA' DELL'ARTO SUPERIORE DESTRO E IN PARTE DEGLI ARTI INFERIORI!!! CIO' NONOSTANTE EGLI HA TROVATO LA FORZA DI TERMINARE IL CATALOGO RAGIONATO DELLE OPERE DI GINO ROSSI, OGGI INFAMATO IN QUESTO VIOLENTO MODO! PER FORTUNA NEL MONDO, EGLI HA AVUTO DA PARTE DI MOLTI, COMPRESI I VARI GIORNALISTI DELL'ANSA, LA VICINANZA E IL TIFO PER UNA TOTALE GUARIGIONE. E ANCORA QUALCUNO SI MERAVIGLIA SE DALL'ITALIA VI E' LA CONTINUA FUGA DI SCOPRITORI VERSO L'ESTERO!
NONOSTANTE LA CHIAREZZA E L'ASSOLUTA VISIBILITA' DEL NOME "GIA" E DELLE INIZIALI "GR", APPARSE IN MODO INEQUIVOCABILE E BEN VISIBILE SEMI OCCULTATE NELLA FRONTE E NELL'ORECCHIO DELLA DONNA RITRATTA NELLO STORICO DIPINTO DI ROSSI: "MATERNITA'" DI CA' PESARO A VENEZIA, L'CCADEMISMO TACE, E TACE IN MODO ALQUANTO SFACCIATO E OSEREI DIRE ANCHE SFRONTATO, SCAGLIANDOSI ORA CON QUESTO INCOMPRENSIBILE MODO, CON QUESTA INAUDITA VIOLENZA CONTRO IL VOLUME DA ME FATTO. LA VERGOGNA STA IMPERVERSANDO OVUNQUE! PER FORTUNA NESSUNA POSSIBILITA' DI CANCELLARE TALI SCOMODI DATI SEMI CELATI IN QUESTO STORICO, IMPORTANTE DIPINTO, E' POSSIBILE DA ALCUNO!!!
E PENSARE CHE NELL'ANNO 2010, QUANDO EBBI A PRESENTARE IL VOLUME "DELL'ANTEPRIMA" DEI MIEI STUDI A RIESE PIO X, QUALCUNO IN ALTO, PROPRIO A VENEZIA, EBBE A RICHIEDERMI DI ESSERE MORBIDO CON L'ACCADEMISMO! PER ANNI HO ASSECONDATO TALE RICHIESTA...ORA NON PIU'...UN FAMOSO DETTO DICE: "SI DIA A CESARE CIO' CHE E' DI CESARE"!

NE’ IL GIORNALISTA CHE SI ATTEGGIA AD ESPERTO DELLE OPERE DI GINO ROSSI E CHE SCRIVE CON TANTA SUPERFICIALITA’, TANTOMENO ALCUNO DEI DUE  ESPERTI CHE RILASCIANO COSI’ ANIMATAMENTE LE STRANE  INTERVISTE, MENZIONANO FURBESCAMENTE ANGELO GATTO, CLASSE 1922, ARTISTA DI PROFESSIONE E PROFESSORE DI CASTELFRANCO VENETO DA SEMPRE, CHE HA FREQUENTATO AL TEMPO L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI A VENEZIA, IL QUALE FIGURAVA ESSERE OSPITE ANNUNCIATO TRA I RELATORI ALLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME ALLA PROVINCIA DI TREVISO, MA CHE DI FATTO ALL’ULTIMO MOMENTO HA DOVUTO RINUNCIARE PER UNA BRUTTA CADUTA. NELL’INVITO E NELLA LOCANDINA DELL’EVENTO, CHIARO APPARE INFATTI IL SUO NOME QUALE PREZIOSO OSPITE TRA I RELATORI!  EGLI  TESTIMONIA INFATTI L’ESISTENZA DELLA PRATICA DELLA SCRITTURA CELATA NELLE OPERE ESEGUITE DAI SUOI MAESTRI AL TEMPO A VENEZIA, QUANDO DA GIOVANE SI RECAVA ALLE LEZIONI DI PITTURA PRESSO L’ACCADEMIA, (UN AMPIO VIDEO RACCOGLIE LA SUA PREZIOSA TESTIMONIANZA). NON SOLO, EGLI INCARICA GIAN LUIGI CONTARIN, ASSESSORE ALLA PROVINCIA DI TREVISO, DI SPIEGARE PER LUI QUANTO SEGUE: “ANGELO GATTO FU AMICO DI GINO ROSSI, QUASI OGNI SABATO LO ANDAVA A TROVARE CON TONI BENETTON AL SAN ARTEMIO, PER PORTARLO FUORI, IN UNA TRATTORIA DEL POSTO, CON UN BREVE PERMESSO DELLA DIREZIONE, A MANGIARE UN PANINO CON LA MORTADELLA , DEL QUALE ROSSI NE ERA GHIOTTO. COSA ALQUANTO CURIOSA E’ IL FATTO CHE OGNI SABATO I DUE TROVAVANO GINO ROSSI PUNTUALMENTE APPESO CON LE MANI AL CANCELLO DI ENTRATA DEL MANICOMIO, CHE TREPIDANTE LI ASPETTAVA”. VALLO A SPIEGARE QUESTO AGLI STRANI SUPERFICIALI PERSONAGGI CHE OGGI IMPERVERSANO OVUNQUE TRA LE IMPORTANTI CATTEDRE, ARROGANDOSI OLTRETUTTO DIRITTI DI CONOSCENZA, DIRITTI DI MASSIMA…NON SO CHE'!!! ANGELO GATTO RICEVETTE OLTRETUTTO DALLA MANO DI GINO ROSSI UN DIPINTO AD OLIO CON LA DEDICA, ILLECITAMENTE TRAFUGATO PIU' AVANTI, DURANTE LA MOSTRA DEL “74” A TREVISO, MAI PIU’ RITROVATO E DEL QUALE NESSUNO SINORA NE HA MAI PARLATO, NEMMENO I GRANDI EMINENTISSIMI ESPERTI. CHISSA’ CHE ANCHE QUESTO ORIGINALISSIMO DIPINTO, SE UN GIORNO RICOMPARISSE, NON VENGA REPUTATO ESSERE, COME TUTTI GLI ALTRI UN FALSO, COMPRESO IL PICCOLO DIPINTO DA ME INSERITO NEL VOLUME A PAGINA 517: “VENEZIA”, OGGI DI PROPRIETA’ DI UN NOTISSIMO ARTISTA DI CASTELFRANCO VENETO, CHE LO HA RICEVUTO IN EREDITA’ DA CHI A SUA VOLTA LO RICEVETTE DIRETTAMENTE DALLA MANO DEL PITTORE. QUESTO DIPINTO RECA NEL VERSO OLTRETUTTO LA PARTE DI UN RITRATTO DI A. MARTINI. TUTTO FALSO NEL MIO VOLUME! E SEMPRE DIO CI SALVI!

UNA ASSOLUTA VERGOGNA!

GINO ROSSI NON PUO' IN ALCUN MODO AVER ESEGUITO TRE SOLE OPERE ALL'ANNO DURANTE LA SUA VITA! E LO AFFERMA UN PITTORE PROFESSIONISTA QUALE IO SONO DA QUASI CINQUANT'ANNI!
QUESTA, E' LA MIA RAGIONATA RISPOSTA AD UNO DEI DUE EMINENTISSIMI STORICI, IL QUALE AFFERMA PUBBLICAMENTE ALLA STAMPA, CHE LE OPERE DI GINO ROSSI SONO SOLO UN CENTINAIO! QUINDI SECONDO SUO PARERE L'ARTISTA AVREBBE ALL'INCIRCA ESEGUITO SOLO TRE OPERE ALL'ANNO NELL'INTERA SUA VITA!
 
DOMANDA: COME PUO' SUONARE UN ECCELSO PIANISTA UN COMPLESSO E DIFFICILE BRANO MUSICALE ESSENDOSI ALLENATO PER SOLO TRE VOLTE IN UN ANNO?
ANCORA: COME AVREBBE POTUTO GINO ROSSI ESEGUIRE NELLE OPERE PIU' BELLE, SINORA CONOSCIUTE, QUEI MIRABILI E DIFFICILISSIMI SEGNI GRAFICI DEFINITI DA NINO BARBANTINI QUALI: "UN VOLO DI RONDINE A BASSA QUOTA", OPPURE IL MIRABILE FIORE STILIZZATO, TUTTO ESEGUITO IN PUNTA DI PENNELLO, PRESENTE NELLO STORICO DIPINTO: "CASETTA NELLA PINETA" ESSENDOSI ALLENATO A DIPINGERE PER SOLE TRE VOLTE L'ANNO?
E ANCORA: COME POTREBBE UNA BALLERINA ESEGUIRE UN PROFESSIONALE BALLETTO ESSENDOSI ALLENATA PER SOLE TRE VOLTE IN UN ANNO? ECC. ECC.

TRE SOLE DOMANDE, ALLE QUALI FACILISSIMA, FERMA, SCIENTIFICA E SCONTATA E' LA RISPOSTA: "ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE!!! IL NOSTRO CERVELLO ABBISOGNA DI UN ALLENAMENTO COSTANTE PER ESEGUIRE QUANTO A LUI RICHIESTO NEL TEMPO DI DIFFICILE E IMPEGNATIVO"! 

PER QUESTI FONDATI E SCIENTIFICI MOTIVI, PER LE OPERE EMERSE DALLA SCRITTURA IN ESSE CELATA D'ABITUDINE DALL'ARTISTA, DICHIARATA E AMMESSA PER ISCRITTO OLTRETUTTO DALLO STESSO ROSSI  NEL VERSO DI UN DIPINTO DEL "13", PER LA LORO CREDIBILE STORIA, (QUASI TUTTE EMERSE IMPOLVERATE IN VECCHIE E POVERE CASE SUL MONTELLO E NELL'ASOLANO), PER IL LORO GENUINO SAPORE DI VECCHIO E QUINDI DI ASSOLUTA CREDIBILITA', PER IL LORO STATO DI CONSERVAZIONE NON SEMPRE OTTIMALE, PER LA LORO ORIGINALISSIMA E BELLISSIMA CRETTATURA, PER IL FATTO CHE ABBIANO VISTO LA LUCE SOLO OGGI, DOPO LA LORO SCOPERTA, QUINDI IN ALCUN MODO PROVENIENTI E INQUINATE DA UN INFETTO MERCATO, DA  ILLEGALI E AMBIGUE STRADE, ESSE SONO LEGALMENTE E INOPINABILMENTE ORIGINALI. L'ARTISTA, AUTODIDATTA, HA DIPINTO IN PIU' MODI NELLA SUA VITA...E LO SCRIVE NEL "15" ANCHE ALL'AMICO NINO BARBANTINI! "NON FARO' PIU' QUADRETTI LEGGIADRI PER I COLORI CHE ACCAREZZANO L'OCCHIO, SIMPATICI PER LA COMPOSIZIONE DECORATIVA COME UNA VOLTA“. SPUNTANO OGGI LE DUE TELE DI PAUL GAUGHIN E DI BONNARD, ACQUISTATE QUALI ANONIME DA UN SEMPLICE OPERAIO NEGLI ANNI "60" DEL NOVECENTO PER 45.000 LIRE. iL LORO ATTUALE VALORE CORRISPONDE A 35 MILIONI DI EURO. FIGURIAMOCI SE AL TEMPO LE OPERE DI GINO ROSSI, IN UN EQUO RAPPORTO DI VALORE CON LE DUE INTERNAZIONALI, IMPORTANTISSIME TELE APPENA RITROVATE, VENIVANO IN QUALCHE MODO FALSIFICATE PER SOLE POCHE DECINE DI VECCHIE LIRE! PERSONALMENTE, E NE SONO AMPIAMENTE CONVINTO, IN QUEL TEMPO LE SUE OPERE ERANO POCO CONOSCIUTE, GIA' OGGI LA SUA OPERA GENERALE, E' CONOSCIUTA DA SOLE TRE PERSONE SU DIECI, PER ESSERE MODICO, FACILITANDO QUINDI NEGLI ATTUALI TEMPI, LA SCOPERTA DI MOLTI SUOI DIPINTI. INUTILE QUINDI CIMENTARSI DIETRO LA FOBICA CONVINZIONE OGGI ESISTENTE DEI FALSI: GINO ROSSI HA DIPINTO IN PIU' MODI NELLA SUA CARRIERA DI ARTISTA AUTODIDATTA! LA SCARSA CONOSCENZA DELLA SUA OPERA GENERALE, FAVORISCE QUINDI LE ERRATE CONVINZIONI E AFFERMAZIONI SINORE ESISTITE E OGGI INTERVENUTE CON QUESTA ESTREMA ARROGANZA E OSEREI DIRE ANCHE CON ESTREMA VIOLENZA. MEGLIO ERA PER L'ARTISTA, IL CERCARE UNANIMEMENTE LA GIUSTA STRADA PER LA CRESCITA DELLA SUA OPERA, COMPRESA QUELLA SEGRETA, SENZA ULTERIORMENTE DANNEGGIARLO ANCORA UNA VOLTA. OPPURE VI E' FORSE IN ATTO IL TENTATIVO DI RESTRINGERE LA SUA OPERA, PENSANDO CHE SE CI  SONO POCHI DIPINTI ESSI VALGONO DI PIU? QUESTO SAREBBE MOLTO GRAVE! LA MIA DENUNCIA IN TAL SENSO SI INTENSIFICHEREBBE ULTERIORMENTE, IN QUANTO LA STORIA INSEGNA CHE COSI' FACENDO VERREBBE APPORTATO UN DANNO INCOMMENSURABILE ALL'ARTISTA, SPEDENDO DRITTA VERSO L'OBLIO L'INTERA SUA OPERA GENERALE, CHE COSI' FACENDO RIMARREBBE CHIUSA, SOFFOCATA IN POCHISSME COLLEZIONI! QUALCHE RECENTE MOSTRA LO HA BEN DIMOSTRATO. L'ANNUNCIATO CATALOGO UFFICIALE, CHE DOVREBBE DARE ORA IL COLPO DI GRAZIA, UN BEN MIRATO COLPO DI SPUGNA AL MIO CATALOGO RAGIONATO, RECHERA' INFATTI, STANDO A QUANTO SUGGERITO DALL'ESPERTO CHE DENIGRA A PIU' NON POSSO QUANTO DA ME FATTO CON AMOREVOLE DEDIZIONE E ONESTA', LE SOLITE OPERE DI ROSSI SINORA CONOSCIUTE...SOLO UNA O DUE SARANNO DA LORO AGGIUNTE QUALI DICHIARATE NON FALSE!  POVERO ROSSI! CAMBIERANNO PER L'ENNESIMA VOLTA SOLO I TESTI! 

NON ESISTE PIU' ALCUN RISPETTO! A TANTO SI ARRIVA OGGI PUR DI MANTENERE LE POSIZIONI GUADAGNATE ! LE CATTEDRE DALLE QUALI SI IMPONGONO LE PERSONALI LEGGI, I PERSONALI CEREBRALI DOGMI !
 

NELLA FRONTE E NELL'ORECCHIO DELLA DONNA RITRATTA NELLO STORICO DIPINTO DI GINO ROSSI: "MATERNITA'", DI CA' PESARO A VENEZIA, UNA  SCOMODA E INATTESA REALTA' CHE DEL TUTTO ACCIECA, LA QUALE TROVA DEL TUTTO IMPREPARATI OGGI COLORO CHE GRIDANO DI CONOSCERE L'OPERA DI GINO ROSSI! UNA VERITA' ASSOLUTA CHE TOTALMENTE ANNIENTA IL SUBDOLO, OSCURO TENTATIVO DI BOICOTTARE I MIEI LEGALI STUDI E IL CATALOGO APPENA EDITATO, CHE SONO DEL TUTTO ONESTI, COME D'ALTRO CANTO CHI SCRIVE, CHE AGLI ATTI RISULTA ESSERE UN CITTADINO ITALIANO "PULITISSIMO" E DI PUBBLICO DOMINIO. AL QUALE IN PASSATO, VISTA LA SCOPERTA, SI SONO RIVOLTE LE FORZE DELL'ORDINE, NELL'ARMA DEI CARABINIERI, PER LA CONSULENZA DELLE OPERE TRAFUGATE!


Si invitano pertanto CODESTI PERSONAGGI, nel fare quanto lo studioso Luciano Buso, con amorevole passione e vera dedizione, SOPRATTUTTO CON PIENA LEGALITA' E TRASPARENZA, ha fatto nel tempo: cercare e scoprire le opere di questo sfortunato pittore tra la umile e semplice gente che ancora oggi vive nelle vecchie case al tempo frequentate da Rossi sul Montello e nell'asolano, le quali recano ancora oggi appese con un chiodo nelle pareti, le originali opere di questo sfortunato artista, senza la cornice e con un dito di polvere, scambiate magari al tempo dai loro avi con un piatto di minestra calda o qualche vestito. 

Di certo stando comodamente seduti in una comoda poltrona, al caldo, magari davanti ad un libro d'arte, senza sporcarsi le scarpe, questo non è e non sarà mai possibile da alcuno!


3)- Di seguito alcune immagini che riproducono l’importante opera eseguita da Gino Rossi nell’anno 1915: “Due donne”. l’opera ha dovuto sinora subire la negligenza di chi, addetto ai lavori nel mercato dell’arte e al riconoscimento delle opere dell'artista, in passato l’ha boicottata rendendola, per motivi del tutto personali, pubblicamente falsa! SOFFRE GINO ROSSI...E SOFFRE ANCORA ANCHE DOPO LA SUA MORTE!
Una vecchia, triste e alquanto irrispettosa storia di mercato, da me ben conosciuta da circa trent'anni, che non tenne conto nemmeno della buona fede di G. Marchiori, il quale nel frattempo l’aveva già pubblicata in copertina e nel volume “GINO ROSSI - olii, tempere e disegni inediti”, a cura di G. Marchiori, Matteo editore.
Questa opera reca in sé immacolate e originali "scritte segrete", che la rendono del tutto legalmente certa. Non solo, essa è tra le opere più belle eseguite da Gino Rossi, al quale ancora una volta si è tentato, senza alcun pudore e rispetto, di far del male anche post mortem.
Coloro che tanto hanno allora osato oggi non sono più in vita, ma in vita perenne rimane questa mirabile opera del 1915: SQUALLIDAMENTE RESA AL TEMPO FALSA, PERCHE' NON POTUTA AVERE PER SOLI UN MILIONE E MEZZO DELLE VECCHIE LIRE...E IL POVERO ROSSI CONTINUA A SOFFRIRE! 

 

L’opera generale di Gino Rossi nulla chiede se non il rispetto e il giusto storico suo valore culturale. Alla originalità di ogni dipinto ci ha pensato l’artista stesso, immettendo in ogni opera le "scritte segrete", COME LUI LE CHIAMA, che nel caso dello storico dipinto: "Maternità", conservato alla Galleria Internazionale D'arte Moderna Cà Pesaro a Venezia, raggiunge uno dei massimi vertici. Inutile quindi l’affannoso avvicendarsi nelle minacce e offese rivolte al sottoscritto, a chi ha stampato il Catalogo, alle autorità e agli onesti professori e assessori che sono intervenutI alla presentazione del volume. Il catalogo da me fatto, FINCHE' LA COSTITUZIONE ITALIANA ESISTE E LO PERMETTE, RESTA! E RIMANE PER LA SUA CHIAREZZA E ONESTA' quale unico e sicuro baluardo nel riconoscimento di ogni opera di questo straordinario artista. Gino Rossi ha reso in ogni sua opera estremamente preciso e chiaro il suo intendimento, il suo personale metodo di autenticità delle sue opere.

Alla fine della carrellata di immagini, viene esibita la prova inconfutabile dell'avvenuta pubblicazione, nella copertina del volume di G. Marchiori editato nel "1974", del dipinto: "Due donne", sottratto al tempo all'artista per motivi del tutto personali e insensati. Oggi da me analizzato, esso mostra interessanti e annunciati dati che lo collocano tra le originali, più belle opere di Gino Rossi...c'è ancora chi si ostina a dichiarare alla stampa che questa meravigliosa opera sia falsa! Qualcun'altro, sollecitato dalla stessa, sfugge e cambia discorso quando si parla di questa opera! Questi sono i limiti umani che ancora una volta danneggiano questo sfortunato pittore veneziano, e non trevigiano!!!  

I tempi dei falsi busti di Modigliani dragati a Livorno negli anni ottanta del Novecento, non sono poi così tanto lontani. LA BEFFA INTERNAZIONALE SUBITA AL TEMPO DALL'ACCADEMISMO CHE CONTAVA PER QUESTA IMPORTANTISSIMA FIGURA DI ARTISTA, NON E' STATA FORSE SUFFICIENTEMENTE  UNA CHIARA LEZIONE?!
Chi più dell'artista stesso può indicare se un'opera sia o non sia stata da lui eseguita?  In questo, il senso del Catalogo Ragionato da me ora presentato, che altro non è se non una rassegna di autentiche e legali perizie delle opere di Gino Rossi, nelle quali è proprio Rossi a definirne l'assoluta originalità di ognuna, siano esse già storicizzate che inedite, belle o meno belle! Corrispondenti o meno allo standard sinora proposto e reso stranamente ufficiale, meglio ancora, alcune suggestionate dal grande Cèzanne, come qualcuno ha suggerito denigrando un dipinto da me inserito nel volume, al quale molto guardava l'allora giovane artista nell'anno 1900. Da decenni...e lo scrivono proprio loro, gli accademici, tra i miti di Rossi vi era anche questo grande artista francese!  
Certamente il Catalogo Ragionato può essere definito del tutto nuovo, in quanto esula dai soliti volumi d'arte, che proiettano una vetrina di alcune opere di un artista qualunque commentate da qualcuno secondo personale parere e giudizio filologico. Qualcosa per fortuna oggi è cambiato, e finalmente una maggior sicurezza è intervenuta nel campo dell'arte, nelle svariate e molteplici attribuzioni.
Sono terminati i tempi della derisione: periziette, (letterine), fatte a spanne per le opere d'arte, 
trovano ora la strada in discesa! L''autoritratto di Rembrandt emerso da poco a Londra, (ANSA 2013), sinora oscurato da errate e inesatte perizie ACCADEMICHE che lo davano alla scuola fiamminga del Seicento, è un fin troppo chiaro esempio di questo scempio!
E...siamo alle solite! Una diatriba che perdura da anni! GIA' REDUCE DI SVARIATE PUBBLICAZIONI GIORNALISTICHE...!

Tra i collezionisti intanto aleggiano: il terrore, la paura e l'insicurezza...!Il collezionismo in generale non ne può più di questi madornali sbagli accademici! Non ne può più di "strapagare" "salatamente" queste benedette "Letterine", L'UNA, BEN PAGATA E FATTA DA UNO STORICO, VIENE IN SEGUITO TOTALMENTE ANNULLATA DA UN'ALTRO STORICO O DA ALTRA FONDAZIONE, DI FATTO FACENDO IMPAZZIRE E RENDENDO SEMPRE PIU' POVERI I POVERI COLLEZIONISTI, CHE, SMARRITI, NON SANNO PIU' A CHI RIVOLGERSI E DOVE ANDARE! DAL MONDO INTERO, MOLTI INFATTI SI RIFUGIANO ORA NELLA SCOPERTA DA ME FATTA, LA QUALE TENTA DI METTERE IN LUCE CON ONESTA', QUANTO OCCULTATO DALL'ARTISTA STESSO IN OGNI OPERA ESEGUITA. TRA QUESTI VI E' ANCHE GINO ROSSI.
 
A RIGUARDO, DECIDO DI PUBBLICARE QUI  A SEGUITO UNA TRISTISSIMA E ALQUANTO SQUALLIDA VICENDA PERSONALE A ME SUCCESSA CIRCA UNA DOZZINA DI ANNI OR SONO, RIGUARDO UN IMPORTANTE DIPINTO DI MAX ERNST: "Fecondità".

DENUNCIA: Lo studio dell' importante dipinto eseguito da Max Ernst nel 1948: "Fecondità", firmato in basso a destra, a suo tempo reso ufficiale dallo storico INTERNAZIONALE più importante per questa figura di artista da me incontrato in una nota galleria a Berlino, viene ora interamente a Lui dedicato, ringraziandolo per la sua grande disonestà nei confronti dell'opera, dell'autore, soprattutto del sottoscritto che all'epoca ne era il legittimo proprietario. Nell'anno 2003 egli stilò infatti, senza avere alcuna ombra di dubbio, suffragato anche dalla provenienza dell'opera, arrivata in Italia direttamente dalla galleria parigina DANIEL CORDIER, il prezioso e ufficiale certificato, chiedendomi per lo stesso la somma di euro 4,500, che io versai in sue mani, imponendomi con una certa fermezza di volere a tutti i costi avere la priorità di acquisto qualora  avessi deciso di vendere il dipinto, PER BEN SETTE VOLTE FUI COSTRETTO AD ALZARMI DALLA SEDIA E A STRINGERGLI LA MANO, DAVANTI A TESTIMONI, IN UNA PROMESSA CHE PIU' TARDI MANTENNI, DICENDOGLI CHE GLI ITALIANI SANNO MANTENERE ANCHE LE PROMESSE. Più avanti, dopo l'assoluto l'interesse dell'opera da parte delle due case d'asta londinesi SOTHEBY'S E CHRISTYES, le quali stabilirono la sua reale valutazione, Egli fu da me informato della mia intenzione di cedere l'opera. Ovviamente, nel mantenere la mia promessa, a lui chiesi la somma della sola riserva, base d'asta, stabilita dalla Christyes, che corrispondeva a Sterline 90.000. Non accettando tale mia richiesta, ben pensò di bloccare, con una banale scusa, il certificato da lui fatto in precedenza, di fatto bloccando totalmente da allora l'opera. A nulla valsero le mie suppliche, le suppliche della CHRISTYES alchè questo disonesto storico liberasse questa immacolata, sacrosanta e originale BELLA opera. Questo è quanto avviene nel mercato delle opere d'arte, da chi legalmente è incaricato per il loro riconoscimento e archiviazione.
La presente denuncia viene pubblicata onde porre in luce tale disonesta figura di storico, soprattutto per fare comprendere al collezionismo internazionale chi è e come opera QUESTO INTERNAZIONALE STORICO. Visto che più tardi, dopo svariate suppliche, sono stato indotto a liberarmi dell'opera, visto anche lo strano suo comportamento, attendo da allora la restituzione del denaro da me versato in sue mani.

 (Tratto dal Trattato Scientifico da me editato in digitale alla voce nel menù del mio sito: "Cont. alcune opere inserite nel Trattato").
CONSIGLIO A TUTTI LA VISIONE DI QUESTA INTERESSANTE PAGINA, NELLA QUALE EMERGONO BEN VISIBILI I BELLISSIMI MARCHI OCCULTATI DA MAX ERNST NELLA GRAFICA COSTRUTTIVA DEI VARI ELEMENTI CHE COMPONGONO L'INTERA STRAORDINARIA OPERA.
Più tardi, trovandomi a Milano in una notissima Fondazione, ebbi a confidare tale squallido misfatto al responsabile, che sorrridendo mi suggerì di liberarmi il prima possibile dell'opera.
MOLTEPLICI ALTRI SIMILI MISFATTI ACCADEMICI MI SONO ACCADUTI NEGLI ANNI, I QUALI SOMMATI ALLE TESTIMONIANZE DI MOLTISSIMI ALTRI SIMILI CASI SOPPORTATI DAI COLLEZIONISTI, NE FANNO USCIRE VERAMENTE UN BEL RITRATTO...! E TORNIAMO ANCORA UNA VOLTA A RIPENSARE AI QUEI FALSI BUSTI DI MODIGLIANI!
La pratica della scrittura celata, oggi derisa, è stata ammessa anche da altri importanti artisti VIVENTI, uno dei quali addirittura oggi più che novantenne, dal sottoscritto che la pratica da svariati anni nelle sue opere e dallo stesso Gino Rossi, quindi inconfutabilmente e realmente esistente, essa ha l'unico scopo di porre un certo ordine in tutte quelle opere di Gino Rossi che la contengono, rappresentando quindi un vero atto d'amore verso il Grande artista e la sua opera.

Devo comunque a tutti ricordare che Gino Rossi  fu allora rigettato e assolutamente rinnegato assieme alle sue meravigliose opere, proprio dalla classe accademica del tempo. Uno sbaglio tremendo...! Che molto deve far riflettere gli attuali accademici ma, anche il collezionismo più affezionato.
GUARDA CASO, OGGI L'ARTE DI QUESTO SFORTUNATO UOMO MUOVE SIMILI... INTERESSI?
MEGLIO EVIDENZIANDO QUINDI  QUANTO IL DEPLOREVOLE SBAGLIO, L'ERRORE ALLORA FATTO, SI SIA RIPERCOSSO NELLA VITA DEL POVERO  ROSSI!
STIAMO ATTENTI A NON RIPERCORRERE LO STESSO SBAGLIO! ANCHE LA VITA DI UN SOLO ELEMENTO HA UN VALORE MOLTO ALTO!

In alcun modo comunque egli ha eseguito solo un centinaio di opere durante la sua esistenza...! IN ALCUN MODO ESSO HA ESEGUITO SOLO TRE OPERE ALL'ANNO ! E lo dice un artista di professione quale io sono da cinquant'anni: DIPINGO DALL'ETA' DI SEI ANNI E I MIEI DIPINTI NON SONO TUTTI STAMPATI UGUALI! UNO COME ROSSI, CENTO OPERE LE ESEGUIVA IN SOLI CIRCA DIECI MESI, (VALE A DIRE ALMENO DIECI AL MESE), PER ESSERE MOLTO MODESTO! AROLDO BONZAGNI SCRIVE A PIE' DI UN SUO COMPLESSO E BELLISSIMO DIPINTO: "QUINDICI MINUTI DI APPLICAZIONE"! QUESTO, E' IL VERO MONDO DI NOI ARTISTI! POCO, O QUASI DEL TUTTO SCONOSCIUTO A COLORO CHE CI STUDIANO TRA I LIBRI.

QUALCOSA NON VA RIGUARDO LE SOLE UN CENTINAIO DI OPERE ESISTENTI DI GINO ROSSI,  DICHIARATE ALLA STAMPA DAL "MAGGIOR"  ESPERTO DELLA SUA OPERA, (QUALE LUI SI FA CHIAMARE). QUANTO DA LUI AFFERMATO NON CORRISPONDE AD ALCUNA REALTA', FORSE, E' SOLO NEL SUO IMMAGINARIO, O TRA LE CONFUSE TESTIMONIANZE STORICHE INTRODOTTE FILOLOGICAMENTE NELLA SUA MENTE TRA I BANCHI  DI SCUOLA, MAGARI ATTINTE DA BENNO GEIGER, (DENUNCIATE OLTRETUTTO NEL "34" DA PIO SEMEGHINI IN UNA INTERVISTA RILASCIATA A G. MARCHIORI), PER RENDERE CREDIBILE E STABILIRE PUBBLICAMENTE TALE INESATTA SUA NUMERAZIONE.
E TUTTE QUELLE OPERE SINORA PERIZIATE DAL 1984, ANNO IN CUI FU FATTO IL CATALOGO GENERALE DELL'ARTISTA DAL MAGGIOR PRECEDENTE ESPERTO DELL'ARTE DI GINO ROSSI, DOVE LE COLLOCHIAMO? DOVE LE METTIAMO? ANCHE QUELLE SONO DA LUI DICHIARATE ECCELLENTI FALSI,
VISTO CHE DICE CHE DA ALLORA SI SONO AGGIUNTE DUE SOLE OPERE AL CATALOGO GENERALE? EPPURE L'ANZIANO PRECEDENTE ESPERTO DETIENE TUTT'ORA IL MAGGIOR RICONOSCIMENTO, IL MAGGIOR CONSENSO DELLE MAGGIORI CASE D'ASTA INTERNAZIONALI, LE QUALI FANNO OGGI UNICAMENTE FEDE AL SOLO CATALOGO GENERALE DA LUI FATTO NELL'ANNO 1984...! GLI ALTRI...CHE OGGI SI COMPORTANO IN QUESTO PESSIMO E SCORRETTO MODO, DOVREBBERO TENER CONTO DI TALE REALTA', CASOMAI ESSI AVESSERO DELLE ENERGIE SUPPLEMENTARI DA SPENDERE, DOVREBBERO  CASOMAI METTERE IN PIEDI UN ONESTO STORICO E SERIO ARCHIVIO, VISTO CHE ANCORA OGGI ASSOLUTAMENTE MANCA! L'ANZIANO PRECEDENTE STORICO DI GINO ROSSI 
MI COMUNICA ULTERIORMENTE, (L'ANNO SCORSO), CHE UN MAGNIFICO PAESAGGIO BRETONE, INEDITO, DI ROSSI, GLI E'  SATO SOTTOPOSTO DI RECENTE...E ME LO COMUNICA CON UN CERTO ENTUSIASMO! OLTRETUTTO EGLI AVVALLO', GIA' SVARIATI ANNI ADDIETRO CON PERIZIA SCRITTA CHE CONSERVO, DICENDOMI OLTRETUTTO: "EL SE LO TEGNA CARO BUSO", (SE LO TENGA CARO BUSO),  IL MERAVIGLIOSO, SONTUOSO E ORIGINALISSIMO GRANDE DIPINTO: "VEDUTA DEL SANTO A PADOVA", ESEGUITO DA ROSSI NELL'ANNO 1915, DEL QUALE VI E' STORICA DOCUMENTAZIONE DELLA SUA PRESENZA IN UNO DEI LOCALI ALL'INTERNO DELL'OSPEDALE SAN ARTEMIO DI TREVISO NELL'ANNO 1944, IL QUALE E' STATO DA ME ORA INSERITO CON ORGOGLIO E DOPPIA CERTEZZA ALL'INTERNO DEL CATALOGO RAGIONATO. EPPURE NON MI RISULTA IN ALCUN MODO CHE QUESTO ANZIANO STORICO, NONOSTANTE LA SUA NON GIOVANISSIMA ETA', NON SIA PIU' IN SE', COME QUALCUNO DA LUI CREATO FORSE VORREBBE, VISTO CHE DI RECENTE LA CITTA', IL COMUNE DI TREVISO LO HA ULTERIORMENTE INSIGNITO DI UN PUBBLICO RICONOSCIMENTO! FORSE IL DIPINTO DA LUI STORICIZZATO IN PASSATO: "VEDUTA DEL SANTO A PADOVA", SARA' ANCH'ESSO UN ECCELLENTE FALSO? MI AUGURO DI NO, SAREBBE UNA COSA ALQUANTO GRAVE, CERTUNE REALI E INCONFUTABILI PROVE SMASCHEREREBBERO TALE ILLEGALE INTENZIONALITA'!

DIO CI SALVI DA TALE CONFUSIONE! UN SERIO E ONESTO CATALOGO RAGIONATO E SCIENTIFICO CI VOLEVA PROPRIO! A TALI PERSONAGGI CI HA PENSATO CASOMAI L'ARTISTA STESSO CON LE SUE CHIARE VOLONTA': LE "SCRITTE SEGRETE".  

LE MIE RICERCHE, I MIEI STUDI, IL MIO SITO INTERNET, SONO NELL'INTERO GLOBO MOLTO VISITATI, CIRCA TRECENTO VISITE IN BREVISSIMO TEMPO. AUSPICO QUINDI QUESTO POSSA SERVIRE PER MEGLIO FAR CONOSCERE ALLE PERSONE, AL COLLEZIONISMO, LA TRISTE VICENDA OGGI ESISTENTE RIGUARDO L'OPERA DI GINO ROSSI, STORPIATA DALLA FOBICA CONVINZIONE DEI FALSI IN QUANTO NON DEL TUTTO ANCORA CONOSCIUTA,
 LA QUALE ABBISOGNA PIU' CHE MAI DI CHIAREZZA E ASSOLUTA PREPARAZIONE, SOPRATTUTTO DI MENO RIVALITA', BALDANZA E CATTIVERIA, E..NON DIMENTICHIAMO CHE GINO ROSSI ERA UN VENEZIANO, SOLO MORTO A TREVISO DOPO ANNI DI RICOVERO AL SAN ARTEMIO, RIMASTO OLTRETUTTO SINO A QUALCHE ANNO FA SENZA NEMMENO LA FOTOCERAMICA SULLA SUA MESTA E POVERA TOMBA. 

LE IMMAGINI CHE SEGUONO BEN RAPPRESENTANO QUANTO QUI SCRITTO, SOPRATTUTTO ESSE BEN DOCUMENTANO TUTTE LE ALTRE SIMILI  IMMAGINI ALL'INTERNO DEL CATALOGO RAGIONATO DA ME CURATO, APPENA EDITATO. IL VOLUME, NELLA SUA CHIAREZZA, ABBISOGNA QUINDI DI ESSERE VISTO E CASOMAI STUDIATO DA COLORO CHE NON HANNO ALCUN MOTIVO, ALCUN INTERESSE PER DENIGRARLO O DISTRUGGERLO! LA SUA CHIAREZZA E' UNIVERSALE!