Giorgione come Gino Rossi

Giorgione e ancora Gino Rossi

Si potrebbe definire 'la continuazione di una segreta scuola veneta che affonda le sue radici anche nel Rinascimento'.
Giorgione, assiduo nell'occultare scritte e figure in ogni sua opera, si veda il volume 'Giorgione rivelato' da me composto e appena editato con Grafiche Antiga, ci mostra, nelle due immagini fortemente ingrandite del particolare di una sua opera qui inserite in due pagine una a seguito dell'altra, quale fosse il virtuosismo da lui conseguito a soli 26 anni in quest'antica, segreta pratica: più volti tra loro collegati sono occultati dall'alto al basso entro il riquadro bianco in alto, nel cerchio bianco inferiore chiarissima è la lettera 'Z' iniziale di 'Zorzus', la sua visibilità e chiarezza sono tali da zittire qualsiasi ostica negazione. Allo stesso modo si comporta, ben quattrocento anni dopo, Gino Rossi, il quale occulta negli elementi grafici della storica opera ruotata di 90° in senso antiorario 'Covoni di fieno' tre volti tra loro collegati dall'alto al basso e le iniziali del suo nome e cognome 'GR' inserite all'interno del covone: la silente continuazione di un'antica pratica che, dai miei studi, trova le sue radici già negli affreschi di Ercolano dell'anno 113 d.C.
Seguono alla fine due simili immagini dello stesso particolare schiarito dell'opera di Giorgione, l'una vergine, l'altra  evidenziata, nelle quali i volti sembrano essere addirittura cinque.