Leonardo da Vinci

Il dipinto di Leonardo da Vinci scoperto nell'anno 2012 dallo studio delle scritte e delle figure in esso celate.

Eseguito nell’anno 1508 in una tela con trama a spina di pesce che misura cm. 73x53 questo rinascimentale dipinto mi venne sottoposto per lo studio della scrittura celata nell’anno 2012. Leonardo da Vinci ne fu l’artefice, a dirlo sono le molte scritte e le complesse figure genialmente in esso celate, tra queste anche la chiara testa di un ermellino occultata nel cielo. Più dossier di ricerca sono stati da me redatti, tra questi uno viene svolto nell’esame ai raggi X, che  conferma i dati occulti da me rilevati nell’intera superficie pittorica.
Un pastore nell’atto di tosare una pecora con dei caseggiati sullo sfondo è rappresentato nel dipinto, fedelmente copiato nel 1645 in acquaforte e a olio dal così detto Vasari del nord Joackim Sandrart (2): le due copie sono a seguito qui pubblicate. Documentati storicamente sono infatti i viaggi del Sandrart in Italia e, proprio in uno di questi soggiorni egli probabilmente eseguì, centoquarant'anni dopo, le copie di questo importante dipinto. In quell'epoca, come in altre, i pittori del nord approdavano nel nostro paese per abbeverarsi dell’arte dei nostri grandi artisti, molte sono le copie fiamminghe documentate di importanti dipinti del Rinascimento italiano, sicuramente l’interesse del Sandrart all’originale dipinto di Leonardo ben documenta questo fatto. Divulgato dall’Agenzia Ansa di Roma, portato quindi alla conoscenza dei media e in seguito anche sottoposto a chi copre fondamentali ruoli per l’arte e la figura di Leonardo in Italia e nel mondo, il dipinto deve essere ancora riconosciuto ufficialmente, un tombale silenzio aleggia intorno ad esso, il quale reca ulteriormente una chiara impronta digitale che sarà sicuramente comparata con quelle originali, oggi documentate, del Genio fiorentino.
Il dipinto è stato rimaneggiato in epoca recente: chiara è la copertura del cielo con colore non originale, il quale, come chiaramente si nota nel tassello della prova di pulitura in alto a sinistra, ne oscura la chiarezza, ne riduce la profondità cambiando sostanzialmente l’originale colore e luce. L’opera appare impoverita delle preziose velature. I caseggiati sullo sfondo, oggi in parte abrasi, sono ben dettagliati, come anche le figurine con le pecore, nella copia all’acquaforte eseguita dal Sandrart.

L'esperienza oggi raggiunta in questa direzione con lo studio, nel solo visibile, delle opere di Giorgione (1), mi consente di rilevare la quasi totalità della scritta 'Leonardus', semi celata e in parte ancora visibile lungo il bordo destro dell'opera, non solo, viene da me colto e qui pubblicato anche il conosciuto e già pubblicato marchio del Genio rinascimentale: 'LDAV', emerso nella zona del gruppo di pecore sulla destra e nell'esclusivo visibile.

1) Volume: 'Giorgione rivelato', edizioni Grafiche Antiga 2016.

2) Joachim Sandrart- DIZIONARIO BIOGRAFICO (3) Sandrart ‹ʃàndrart›, Joachim von Pittore, incisore e scrittore d'arte (Francoforte sul Meno 1606 - Norimberga 1688). Dopo gli anni di apprendistato della pittura e dell'incisione (a Norimberga e a Praga con E. Sadeler), viaggiò molto, dall'Inghilterra a Malta, fermandosi soprattutto nei Paesi Bassi (1625, 1637-45) e in Italia (1629-35); i numerosi artisti con i quali fu in contatto, da G. van Honthorst a Rubens, a Rembrandt, da N. Poussin a Cl. Lorrain, da V. de Boulogne a G... Sue opere sono al museo del Louvre.