Un dipinto riemerso di Leonardo da vinci

Un dipinto riemerso di Leonardo da vinci
"pastore nell'atto di tosare una pecora", 1508.

L'opera, entro una cornice coeva, è stata eseguita da Leonardo da Vinci nell'anno 1508 su tela con trama a spina di pesce che misura cm. 72,5x58,5. Oggi riscoperta dallo studioso Luciano Buso dagli approfonditi studi scientifici delle molte scritte e figure esoteriche criptate nell'intera sua superficie, riemerge in una collezione privata non in perfetto stato di conservazione, il cielo risulta essere ridipinto, lo si nota dai bordi che mostrano le originali cromie. In alto a sinistra, entro il piccolo riquadro chiaro, vi è la prova testata della pulitura di cui abbisogna l'opera. Vista la straordinaria somiglianza con le sembianze sinora conosciute di Leonardo da Vinci, lo studioso suggerisce che potrebbe trattarsi di un probabile autoritratto in veste di pastore. A seguire, vengono pubblicate le copie secentesche eseguite nell'anno 1645 dal Vasari nordico: Joackim Sandrart, 1606-1688, apparse nel volume: LAROUSSE - MENSUEL ILLUSTRE' REVUE ENCYCLOPEDIE UNIVERSELLE, Publiè sous la direction de CLAUDE AUGE' 1907 à 1910 - 2812 GRAVURES - 98 TABLEAUX - 103 CARTES - PARIS LIBRAIRIE LAROUSSE. Molto interessante risulta essere l'incisione all'acquaforte, preparatoria all'esecuzione del dipinto ad olio, che mostra le reali forme dei caseggiati alle spalle del pastore, oggi semiabrase nell'originale. Moltissimi sono gli scritti sulla importante figura di Joackim Sandrart, che nei suoi viaggi si soffermò a lungo anche in Italia, (circa sei anni), sue opere figurano nella collezione Giustiniani, oltre che in tanti musei internazionali, Louvre e Prado compresi. Svariate sono le opere da lui eseguite che ricalcano nella somiglianza quelle di importantissimi autori del XVI-XVII secolo, in questo caso di Leonardo da Vinci. La fedeltà nella descrizione dei dettagli con l'originale, è migliore nella acquaforte, tale da far supporre sia stata eseguita direttamente innanzi al dipinto originale di Leonardo. Nella copia ad olio eseguita nello stesso anno e firmata in basso a destra, il Sandrart apporta alcuni sostanziali cambiamenti alla scena originale: ruota a specchio l'intera immagine, mette la forbice che taglia la lana della pecora nella mano destra del pastore e sostituisce gran parte del retrostante paesaggio. La comparsa di queste importanti copie secentesche, rappresenta la giusta direzione, il meritato risultato scientifico sinora ottenuto dallo studioso Luciano Buso, a riprova della validità dei studi nella scoperta delle scritte celate in ogni dipinto, a partire dal primo trecento, con Giotto di Bondone,