Scoperta scientifica senza precedenti Gioconda firmata e datata

Luciano Buso
5 maggio 2020

Scoperta nella Gioconda con il metodo Buso la firma di Leonardo da Vinci 'FA lionardo', le date 1503 e il logo 'LDV'.
La piccola firma 
di soli 8 millimetri è visibile nel dipinto senza alcuna manipolazione scientifica: sufficiente l'ingrandimento proporzionale dell'originale opera al 200-230%.

Lo studioso ringrazia quanti hanno gentilmente collaborato per la realizzazione del volume e per questo straordinario, storico evento.

Correva l’anno 2009 quando per la prima volta, durante la visita a una mostra del libro nel paese di Papa Pio X , osservando da vicino un meraviglioso, grande volume su Leonardo da Vinci, mi accorsi della presenza di scritte e figure semi celate nel celebre dipinto ‘La Gioconda’. Dal 2004 ero impegnato, a seguito della scoperta fatta nella ‘Venere sdraiata in un paesaggio’ di Paris Bordon, nello studio e rilevamento di questi segreti dati nelle opere degli artisti antichi e in quelle dei pittori dell’Ottocento.
Nel 2010 ricevetti la foto professionale del dipinto in alta definizione dal museo Ideale di Leonardo da Vinci della città di Vinci, questo e i primi studi nel frattempo apportati all’opera mi permisero di redarre il primo dossier di ricerca, trasmesso nel dicembre di quell’anno al curatore delle opere di Leonardo al Louvre Vincent Delieuvin che lo ripose nel dossier di ricerca del quadro. Allo stesso tempo provvidi nel depositare presso uno studio notarile, con un secondo atto, i documenti fotografici appena inviati al noto museo parigino.
Nel gennaio 2011 realizzai il volume ‘Firme e date celate nei dipinti da Giotto ai tempi nostri’, edizioni Duk, nel quale furono inseriti parte dei documenti trasmessi in precedenza a Parigi; alcuni di questi volumi sono stati nello stesso anno inviati alla libreria del Louvre.
A seguito di questo mio primo approccio di studio nel celebre quadro ne seguirono altri, altre scoperte mi permisero nel 2012 di comporre il volume digitale di circa 250 pagine ‘Immagini esoteriche nelle opere di Leonardo da Vinci’, edizioni Acelum, nel quale figurano nuovamente pubblicati anche i documenti del 2010.
Queste scoperte furono al tempo trasmesse ai media dall’Agenzia Ansa di Roma.
Nel frattempo il metodo Buso andava affinandosi sempre più, intervenendo nelle opere degli artisti vissuti nelle varie epoche a partire dal medioevo con gli affreschi di Giotto della Basilica Superiore di Assisi e della Cappella degli Scrovegni a Padova.
Seguirono altri volumi tra i quali: ‘Gino Rossi, Catalogo ragionato’, edizioni Grafiche Antiga 2014, ‘Giorgione rivelato’, edizioni Grafiche Antiga 2016, ‘Giotto si rivela’, edizioni Grafiche Antiga 2019 e per ultimo, ora in stampa, ‘Leonardo da Vinci-Firme e date celate nella Gioconda’ edizioni Grafiche Antiga 2020.
Quest’ultimo volume raccoglie gli ulteriori studi apportati negli ultimi anni al celebre dipinto di Leonardo da Vinci: dal 2017/2018 il mio interesse per la Gioconda si è intensificato avvalendosi della maturità e/o qualità nel frattempo raggiunte con il mio metodo e hanno reso possibile il rilevamento di alcune straordinarie, piccole scritte semi celate nel visibile dell’opera: le firme ‘FA lionardo’ e ‘Lionardo FA’, il logo dell’artista ‘LDV’ e quattro date 1503, tutte apposte dal genio per esteso, con direzione da sinistra verso destra e in piccolo formato.
Tenuta riservata la scoperta per evitare le consuete detrazioni dei miei studi, perlomeno sino a quando non ho avuto la possibilità di comporre il volume, decido ora per la sua divulgazione al mondo scientifico, precisando che tale, determinante documentazione, composta da sette immagini ad alta risoluzione, è stata protocollata con data certa presso un ente statale; un’intervista rilasciata al Gazzettino di Treviso ha anticipato di sei mesi la stesura del volume che si avvale di logo e patrocinio di importanti enti statali italiani ed esteri, soprattutto rivela essere la Gioconda opera firmata e datata, annullando di fatto le incertezze sinora intervenute.
La datazione ora chiaramente comparsa stabilisce un valore aggiunto per quanto riguarda la storia del celebre quadro e della vita del maestro, stabilisce con ogni probabilità l'anno in cui fu commissionato il dipinto. "... Quando nel 1517, ormai in Francia, Leonardo incontrò il cardinale Luigi d’ Aragona, in viaggio nei paesi del nord Europa, mostrandogli la Gioconda gli disse che si trattava del ritratto “ di una certa donna  fiorentina facta di naturale, ad istanzia di Juliano de Medici.”
Nel 1503 Leonardo era a Firenze.
Vista l’amichevole collaborazione negli ultimi dodici mesi con Deivis de Campos, docente presso l’Universidade Federal de Ciências da Saúde de Porto Alegre (Brasile) e l’Universidade de Santa Cruz do Sul (Brasile), in alcuni articoli inviati ad autorevoli riviste scientifiche internazionali ho ritenuto, con fiducia, trasmettergli, tra gennaio e giugno 2020, il dossier di ricerca svolto sulla Gioconda, invitandolo gentilmente a citare nell’articolo la fonte italiana della paternità  della scoperta, e apportare nello stesso la descrizione del metodo con il quale è avvenuta.
Nel volume in corso di stampa egli spiega infatti, assieme al sottoscritto, al prof. Giovanni Zavarella di Assisi e la dottoressa Adriana Augusti di Venezia il metodo, i modi e le tempistiche con le quali ho potuto ottenere questo brillante risultato sinora mai raggiunto nella storia del quadro più noto al mondo.
L’esatta ubicazione delle firme, date e logo è ampiamente descritta nel volume dal quale sono qui estrapolate alcune pagine.
Terminata la stampa del libro sarà chiesta, tra le altre, la sua presentazione al museo del Louvre. Per l'occasione lo studioso proietterà in sala i pochissimi passaggi necessari per cogliere la piccola firma, apportando gli ingrandimenti all'originale foto dell'opera ricevuta a suo tempo dal museo Ideale di Leonardo da Vinci della città di Vinci.