Chiara Pecile, la mia risposta

La mia risposta a quanto scritto sotto da CHIARA PECILE, che in alcun modo conosco e la quale scrive alcune cose nel web sul mio conto che infrangono gli articoli di legge. Le poche immagini qui da me pubblicate, da sole, parlano una lingua universale chiarissima, che è quella dell’onestà di base dei miei approfonditi studi, condivisi anche da altri importanti storici dell’arte e TUTTI prossimamente sottoposti anche ai giudici che interverranno durante il processo, vista la legale denuncia da me fatta ai due professori intervenuti in quell’illegale modo contro il Catalogo Ragionato delle opere di Gino Rossi, da me presentato nella sede della Provincia a Treviso il 28 novembre 2014.
IN ITALIA, VIVIAMO ANCORA IN UN REGIME DEMOCRATICO E LA LIBERTA’ DI STAMPA E’ UNA LEGGE DELLA DEMOCRAZIA!!! 


Per quanto riguarda il termine "ragionato", da me adottato per il volume su Gino Rossi, questa è la sua indiscussa traduzione letterale:
ragionato ‹ragionàto›
agg.
Motivato logicamente o meditato:una proposta r.; tutto quello che dice è ben r.
part. Di scritti non limitati alla semplice enunciazione o elencazione, ma accompagnati da commento:bibliografia r.; grammatica r. della lingua francese.
ETIMOLOGIA P. pass. di ragionare
DATA sec. XIV.


E mi pare proprio che la giovane baldanzosa Chiara Pecile non conosca, in alcun modo, il vero significato di questo aggettivo. D'altro canto è sufficiente anche osservare le pagine di questa mia pubblicazione, tutti i miei volumi, compreso quello di Gino Rossi appena editato, per comprendere quanto io ragioni e commenti profondamente ogni dato occultato emerso. O forse gli accademici si sono appropriati anche di questo aggettivo per comporre i loro soliti e annoianti volumi con gli indiscussi e cerebrali dogmi? A tanto arriva il loro monopolio? Persino a porsi la domanda su chi abbia speso i soldi per l'innovativo Catalogo Ragionato delle opere di Gino Rossi di 600 PAGINE? Ma, QUESTO non è un delirante despotismo accademico prettamente provinciale o campagnolo come dir si voglia? Non è forse il NON VOLER, IN NESSUN MODO, ACCETTARE che qualcuno esuli dal loro solito, ammuffito e stancante modo di proporre i volumi d'arte COME SINORA AVVENUTO? Non mi risulta, in alcun modo, che la giovane inesperta Chiara Pecile e i suoi maestri accademici abbiano sinora approfondito lo studio delle opere d'arte come il sottoscritto, e il parziale DOSSIER di ricerca scientifica svolto in un'opera universale di Giorgione, a seguito qui pubblicato, ne è LA TANGIBILE, INCONTROVERSIBILE E SCHIACCIANTE PROVA!!! In alcun modo mi risulta che questa giovanissima accademica, a differenza del sottoscritto, abbia alcun suo documento, scritto o volume presso il Louvre a Parigi o al Prado di Madrid !!!!
CHE RUOLO OCCUPA ALLORA LA SUA FIGURA NELLA STORIA DELL'ARTE? CHI CERCA DI SOSTENERE PARLANDO E SCRIVENDO IN QUESTO MODO?
Essa TRASCURA, nei suoi strampalati, tendenziosi e superficiali discorsi, un importantissimo e fondamentale STORICO DATO, una imprescindibile STORICA TESTIMONIANZA E INOPINABILE REALTA': furono proprio LORO gli ASSURDI E INCAPACI ACCADEMICI del tempo a rigettare, non accettandola e offendendola pubblicamente, la meravigliosa arte dello sfortunato e povero Gino Rossi, la quale, per questi ingiusti motivi, mai trovò, al tempo, alcun acquirente, di fatto facendo così patire il freddo e la fame al grande artista, il quale non aveva nemmeno di che vestirsi e che per questo ebbe a soffrire non poco, facendo di tale dispiacere, assieme alle sue personali e umane vicende, un preponderante motivo per sfociare in seguito nella pazzia!!! Prima lo si fa soffrire in tutti i sensi, più tardi lo si ricovera tristemente in ospedale psichiatrico dove morirà nel 1947...in seguito lo si rivaluta facendo conoscere la sua arte a sole tre persone su dieci, (personale mia ricerca fatta qui in veneto ad un campione di svariate persone), e ora...quando finalmente qualcuno si è accorto della reale consistenza e valore della sue molte opere, pubblicando oltretutto, a sue spese, le prove scientifiche dell'indubbia storica importanza della sua arte, lo si distrugge nuovamente per futili motivi, per questioni di prestigio, e cosa ancora peggiore arrogandosi i diritti di esternare gli strampalati, tendenziosi discorsi quali quelli qui fatti dalla giovane, inesperta e sconosciuta Chiara Pecile!!!
Quali angherie dovrà ancora subire questo sfortunato artista morto nel manicomio di Treviso?
La sua mesta tomba, nel cimitero di questa città, è rimasta sino a qualche anno fa senza nemmeno la sua foto!!! E QUESTO LA DICE LUNGA SUL VALORE DI QUESTO UOMO E ARTISTA!!!
Nemmeno la casa da lui lungamente abitata sul Montello assieme alla madre e all'amica Giovanna Bieletto, è stata sinora mai cercata e trovata da alcun accademico... troppa fatica!!!
E ANCORA UNA VOLTA QUESTO LA DICE LUNGA SULL'AMORE DEGLI ACCADEMICI PER QUESTO ARTISTA E UOMO!!! Solo l'inusitato, VERO amore per la sua arte mi ha permesso oggi di scovarla dopo lunghe ricerche, restaurata nel 1988 essa è situata appena sopra Ciano del Montello, nella presa 18.
Ma allora, quale senso ha lo strano accanimento accademico verso chi sta veramente dando il cuore a questa meravigliosa figura di artista?
PRIMA DI SCOPRIRE CHE LA SUA ARTE OGGI POTREBBE VALERE UN MUCCHIO DI DENARI, ESISTE L'AMORE VERO PER LA NOSTRA PREZIOSA STORIA DELL'ARTE, NELLA QUALE GINO ROSSI FIGURA TRA I MAGGIORI ESPONENTI NEL PRIMO NOVECENTO IN ITALIA!!!
Ad ognuno le opportune conclusioni !!!!!


Il Catalogo Ragionato delle opere di Gino Rossi da me appena editato, sta riscuotendo ampi consensi tra il pubblico e gli addetti ai lavori, ponendo così in luce il suo storico valore. Le copie a disposizione sono oramai molto poche, meglio affrettarsi nelle biblioteche, nelle librerie di tutta Italia e su Amazon.

Luciano Buso, 16 luglio 2015



Chiara Pecile
Condiviso pubblicamente  -  06 dic 2014
 
DEL PUPPO NOSTRO UOMO #1

Tralasciando il non felicissimo rapporto che ho con l'arte contemporanea e, dunque, con i suoi più recenti esponenti, non posso fare a meno di pubblicare questa intervista apparsa su <<La tribuna di Treviso>> lunedì 1 dicembre 2014, rilasciata dal Prof. Del Puppo.

La veemente invettiva, mitigata dal giornalista che ha dovuto lavorare su righe "al limite della querela", riguarda un Catalogo Ragionato delle opere di Gino Rossi, pittore veneto scomparso prematuramente negli anni '40) di circa 600 pagine che Luciano Buso (http://www.lucianobuso.it/), studioso d'arte (sigh) e di scritte ESOTERICHE nelle opere ha presentato al comune di Treviso.

Partendo da un invito a riflettere sull'aggettivo "ragionato", riassumo le mancanze fondamentali di tale lavoro in due simpatici punti che farebbero sorridere il maggior neofita degli studi umanistici, quando non direttamente il bambino.
La prima si ravvisa in una TOTALE assenza (nel corso, ripeto, di ben 600 pagine) di qualsiasi fonte: non vi sono cronologie, precedenti esposizioni in mostre, gallerie, personali o retrospettive, qualsivoglia tipo di indicazione temporale. E' già questo dovrebbe portare all'incredulità sulla stampa di questo catalogo, e allo sconforto che personalità di questo tipo possano aver trovato fondi, editore e pubblico (giunta comunale e relativi invitati).

La seconda mancanza è di ordine morale ed è stata perpetrata ai danni della memoria del pittore, morto in istituto psichiatrico. Delle numerose opere presentate, più di un terzo sono plagi. Falsi. Oltre al danno, la beffa: in queste opere il Busi ravviserebbe "scritture esoteriche" (?), dove è possibile leggere le iniziali G. R. ad ogni pennellata...

Insomma, dando anche uno sguardo al sito sarebbe davvero da ridere se non ci trovassimo davanti ad un caso di così alta gravità: i numerosissimi plagi (circa una trentina), il ricollegamento dell'opera di Rossi a pratiche massoniche lontanissime non solo da questo autore, ma dal comune buonsenso e la messa in circolazione, la PUBBLICAZIONE di un intero catalogo con presentazione in conferenza fanno sorgere le solite tristi domande sull'Italietta.
Ovvero, chi controlla questo genere di attività? Perchè NESSUNO, all'interno di una giunta comunale, ha sollevato la minima incertezza? Perchè tale falsario, non nuovo a questi sforzi, non è stato osteggiato quando non proprio denunciato? Chi ha pagato il costosissimo  Catalogo? Chi ne verifica la verità storica e filologica e restituisce pace alla memoria dello sfortunato pittore?

Almeno la risposta all'ultima questione la possediamo: lo fa Alessandro Del Puppo, docente di Storia dell'arte contemporanea e di Storia dell'architettura all'Università degli studi di Udine.


UN INVITO RICEVUTO DALLO STUDIOSO LUCIANO BUSO NEL RECENTE DA UNA NOTA STORICA DELL’ARTE DELLA CITTA’ DI GENOVA, CON LA QUALE COLLABORERA' PROSSIMAMENTE IN UN NUOVO PROGETTO EDITORIALE SU GIORGIONE:
Gentile Professore,
cercando notizie sul pittore Gino Rossi
ho trovato il suo importante testo.
Ho visto anche, attraverso varie pagine della
rete, che si è occupato  di Giorgione
con osservazioni che condivido in pieno.
Mi chiamo Maria Daniela Lunghi, vivo a Genova,
sono una storica dell’arte e l’ultimo testo
che ho pubblicato è intitolato
‘Giorgione, la Tempesta’, Europa edizioni , Roma.
Si tratta di una nuova e ben documentata interpretazione
iconologica del famoso quadro del maestro veneto.
Una scheda dell’opera si trova sul blog ‘Finestre sull’arte’.
Gradirebbe uno scambio tra il Suo saggio con il mio?
Cordiali saluti,
M.Daniela Lunghi