Paris Bordon la Venere riscoperta

Paris Bordon-TV 1500-VE 1571
"Venere sdraiata in un paesaggio", 1545.
Olio su tela cm. 84,5x138 (Misura solitamente da camera come per le altre Veneri della Galleria Franchetti CA' D'Oro di Venezia e del museo Nazionale di Varsavia Naradowe).
Restauro: Luciano Buso (2002-2003)
Storiografia: Ugo Ruggeri, (VE), Adriana Augusti (VE).
Pubblicazioni: Arte nelle Venezie, edizioni 'Il prato'- L'Universo, Istituto Geografico Militare-Firenze "La pittura veneziana. La raffigurazione del paesaggio come ambientazione"-Adriana Augusti.

Il dipinto ha reso possibile, nel 2002/2003 durante il restauro, la scoperta delle scritte celate.
A differenza delle Veneri di Varsavia e della Galleria Giorgio Franchetti CA' D'Oro di Venezia la dea qui giace nuda, distesa su di un lenzuolo rosato in un prato con l'albero del melo, simbolo di fertilità, alle sue spalle. A simboleggiare l' avvenuto passaggio di Cupido un cardellino sul ramo del melo nella verticale del capo della stessa: in questo l'espressione del suo sguardo. La monumentale figura è realizzata in primo piano su una diagonale dall'alto a sinistra sino in basso a destra, alle sue spalle, sempre costruito in diagonali prospettiche che guidano l'occhio sino in alto a destra, al monte Serva di fronte a Belluno, un meraviglioso paesaggio suggerisce trattarsi della vallata sul fiume Piave con le alpi feltrine sullo sfondo, visibile è anche il castello di Feltre. In alto a destra la rupe funge da scolo per la raccolta dell'acqua nella sottostante grande cisterna.