Nel mese di aprile 2011, è stata editata in un volumetto di 32 pagine, qui inserito nella sua totalità e scaricabile da chiunque ritenga opportuno farlo, la scoperta scientifica che evidenzia l'appartenenza del manufatto della Sacra Sindone, alla mano del pittore Giotto di Bondone, che la eseguì nel 1315.
La scoperta, fatta da Luciano Buso, non si discosta in alcun modo da quella già editata sulla miriade di altre scritte celate presenti in ogni dipinto, di ogni epoca, a partire da Giotto sino ai nostri tempi.
Nella Sacra Sindone di Torino, emergono alquanto chiare le scritte celate, "Giotto15", che sono del tutto uguali a quelle già trovate ed evidenziate in altri dipinti di Giotto, pubblicati anche nella anteprima del volume: "Firme e date celate nei dipinti da Giotto ai Tempi nostri".
La grafia emersa, del tutto originale, non lascia alcun spazio , alcuna incertezza o interpretazione errata, in quanto risulta essere la medesima apparsa in altre opere da me studiate di questo autore.
Oltretutto, nel sacro Lenzuolo appare chiaro un cartiglio, appena sotto il mento di Cristo, con forma ottagonale schiacciata, dove all'interno è emersa la scritta Giotto; il cartiglio appare visibile e chiaro in più documenti scientifici inseriti all'interno del volumetto.
La posizione del cartiglio, (appena sotto il mento di Gesù), non avrebbe alcuna giustificazione se non quella di alloggiare al suo interno la firma ufficiale lasciata dall'autore.
Motivo questo, per cui sono indotto a pensare che nessuna presa in giro sia avvenuta, perlomeno da parte di chi ha eseguito l'opera, a mio avviso ha solamente rifatto uno dei maggiori simboli cristiani, probabilmente per il solo fatto che il Sacro Telo sia arrivato sino a quel tempo in cattive o pessime condizioni.
Da cristiano quale sono, non mi resta che questa convinzione.
Proprio in questi ultimi tempi, ho avuto l'onore di studiare ed evidenziare le scritte celate emerse in un inedito dipinto di Giotto del 1315, "Santo francescano esibisce il Bambino Gesù", dove sono apparse nel visibile le scritte criptate: "15", la lettera "G" iniziale del nome Giotto e addirittura l'intera scritta "Giotto". L'apparire in forma visibile, concreta e chiara, di queste scritte, (quindi non evidenziate in alcun modo scientifico), non lascia scampo alcuno, nemmeno al più ostico e negativo degli osservatori, anche la grafia emersa in questo dipinto, risulta essere la medesima di quella apparsa nella Sindone. Oltretutto la data celata, "15", che sta per "1315", risulta essere del tutto simile per grafia e modo esecutivo, sia nella Sindone che in questo dipinto appena scoperto, che in altre opere da me storicizzate e studiate di Giotto.
Prossimamente tali importanti documenti saranno divulgati ai media, quali comparazione, ma anche a riprova e testimonianza dell'esistenza concreta delle scritte criptate nei dipinti di ogni tempo, testimoniando che le stesse non sono segni mal interpretati o interpretazioni errate dovute all'ingrandimento fotografico di una immagine, (come qualcuno ha asserito nel recente).
Mi rendo eventualmente disponibile per chiunque lo ritenesse opportuno, in qualsiasi momento e sede, magari anche davanti ad un notaio o in una diretta televisiva, nel rilevare ed evidenziare le scritte celate presenti in un dipinto qualsiasi.
Da sempre, dai tempi remoti, l'uomo ha cercato affannosamente di lasciare i segni visibili del suo passaggio di vita, specialmente nelle opere, nei manufatti da lui costruiti: monumenti, sassi, templi, monili, simboli in pietra, dipinti, sculture, letteratura, poesia, scienza, musica etcc...etcc.
Non sono poi tanto diversi dalle scritte celate che oggi troviamo nei dipinti, i segni lasciati nelle grotte del paleolitico dai ragazzini che soffiavano argilla colorata sulle loro mani appoggiate alle pareti, per imprimervi a lungo la loro forma a testimonianza del loro passaggio.
Il motivo era ed è lo stesso: qui io ho fatto, qui io sono stato, questa è opera mia.
Del resto la pratica delle scritte celate in ogni dipinto, non discosta nemmeno dai marchi che oggi ogni industria appone a tutela e garanzia del suo operato e del suo buon nome.
Di certo la preziosa e verace scoperta delle scritte celate ha preso il volo, ci aiuterà d'ora in avanti nel dipanare quesiti molto importanti nella storia dell'arte, aiutandoci nel rimettere a posto le varie attribuzioni e datazioni errate, fatte in buona o cattiva fede in passato. Proprio come stanno già facendo da tempo, i vari altri campi scientifici.
Luciano Buso
10 giugno 2011
Il Volume "GIOTTO firmò la SACRA SINDONE ", è scaricabile in formato pdf (LINK DIRETTO) e potrà essere richiesto direttamente alle edizioni Acelum (info@tipografia.com), o allo studioso Luciano Buso (luciano.buso@libero.it)