Giorgione l'inafferrabile due

RAGGI X

Quando l'esame di un dipinto ai Raggi X viene correttamente letto dall'esperto rivela, oltre lo stato di conservazione, soprattutto fondamentali dati per il suo riconoscimento e collocazione storica: inevitabile la lettura della sigla di Giorgione "GBZ" ad opera ruotata. Originale opera? A sostenerlo inoppugnabilmente è L'ESAME stesso.
La sigla è presente allo stesso modo nel celebre dipinto al Louvre "Concerto campestre" (Luciano Buso-"GIORGIONE RIVELATO", edizioni Grafiche Antiga 2016.

Immagini 5 e 6 - Prosegue la pubblicazione di quanto emerso nel visibile dell'opera sconosciuta del 1503 di Giorgione, da poco pulita finemente e professionalmente restaurata, da lui firmata segretamente più volte per esteso "G Barbarella-Zorzvs-Zorzvs GB" e "GZB". 

Immagine 7 - Scrive a proposito la storica dell'arte dott.ssa Adriana Augusti di Venezia: "Ci sono molti modi di guardare un’opera d’arte; un esame visivo semplice permette una serie di indicazioni di base, come l’individuazione del periodo storico, dell’autore o della scuola, dei danni macroscopici. Esami diversi e che forniscono indicazioni necessarie e complementari allo studio di un dipinto, sono le ricerche storiche e archivistiche. Lo studio si può approfondire poi, e nel caso di interventi di restauro è fondamentale, con le analisi chimiche, attraverso la stratigrafia dei colori il loro riconoscimento, le analisi dei leganti e delle vernici, ma anche con le indagini a raggi speciali, radiografie, riflettografie, ultravioletto ecc."
Lo studio approfondito dell'esame Ultravioletto, nell'opera sconosciuta di Giorgione del 1503, rivela al metodo Buso l'oramai storica sigla di Giorgione "ZGB" e la data 1503 semi celate nell'orecchino della donna più giovane. Complice della scoperta è la parziale pulitura di alcune parti del dipinto (zone più scure) fatta in epoche antecedenti alla sua comparsa e all'esame Ultravioletto per meglio cogliere gli elementi essenziali dell'opera visto lo spesso strato di vecchie vernici ossidate (zone chiare verde/azzurro) che la ricoprono.

Immagini 8 e 9 - Spiacente per gli ostici sinora intervenuti spesso in malo modo. Un particolare questo che deve a lungo far riflettere: la data 1503, la firma G. Zorzvs e un ritratto dallo sguardo profondo e diretto all'osservatore realizzato con non comune maestria. Non vi sono più dubbi: Giorgione firmò in questo modo l'opera sconosciuta in analisi, il viso qui emerso altro non è che il suo: i lunghi e vaporosi capelli e altro lo indicano assieme al suo testamento scritto a fianco, del quale il prolungamento della lettera S di Zorzvs interessa proprio l'occhio destro del noto artista. L'insieme è molto piccolo, qui ingrandito.