Giovanni Busi detto il Cariani

Giovanni Busi detto il Cariani - “La consegna delle chiavi a Pietro” 1543, olio su tela cm. 149x106, collezione privata.

Giovanni Busi detto il Cariani (Fuipiano al Brembo, 1485 circa – Venezia, 1547).
Giovanni Busi operò in Lombardia, fra Bergamo e Crema, tra il 1517 e il 1523, forse ritornandovi intorno al 1530, inserendosi probabilmente nel gruppo gravitante intorno a Giorgione, subendo soprattutto l'influenza di Sebastiano del Piombo, nacque molto probabilmente nella contrada di Fuipiano di S. Pellegrino, oggi frazione di San Giovanni Bianco, intorno al 1485 pur se alcuni documenti sembrerebbero suggerire come data di nascita il 1480. Membro della famiglia Busi, originaria della Val Brembana, ma più esattamente proprio del comune di S. Pellegrino, si formò a Venezia risentendo dell'ambiente artistico che gravitava attorno al Bellini e al Giorgione, come dimostrano le sue opere giovanili, fra queste il Suonatore di liuto conservata al museo di Strasburgo. Il padre era un basso funzionario del tribunale di Venezia, ma già questa carica presuppone una permanenza in città di non brevissimo periodo.
Il periodo storico (alto rinascimento) riprende lo stile manieristico caro ai pittori dell'epoca: le opere più conosciute del Cariani si trovano al museo del Louvre (Madonna con San Sebastiano, ca. 1523) alla National Gallery of Art di Washington (il Concerto, ca. 1518-1520, già in collezione Giusti a Verona), nel duomo di Bergamo (Madonna col bambino e due colombe, ca. 1523) e alla Pinacoteca di Brera (la Pala di San Gottardo che anticipa il patetismo lottesco ed i colori assumono toni acuti e frizzanti).
Nell'ultimo periodo, Cariani appare teso alla ricerca nostalgica del giorgionismo e di ampie immagini paesaggistiche, come nel caso della Donna nel bosco al Museo di Berlino. 
Anche questo artista, come Giorgione e tutti gli altri, occulta segretamente in ogni sua opera i suoi personali dati: firme, monogrammi composti dalle iniziali del suo nome e cognome, le date di esecuzione dell'opera e le molte figure, tra quest’ultime soprattutto volti. L’opera è ora corredata di un ricco dossier di ricerca scientifica, che attesta, in modo corretto l’indubbia sua paternità e datazione: viene a seguito qui pubblicata la scritta segreta: 'BUSI', semi celata nel palmo della mano dell’ultimo apostolo sulla destra osservando l’opera.
In basso a destra, in parte visibile, emerge occultato il marchio dell'artista composto dalle grandi lettere: 'F,G,B,C - FECIT, GIOVANNI, BUSI, CARIANIS.
Il dipinto proviene dalla città di Venezia, dove è stato sinora conservato con errata indicazione di opera spagnola del XVII secolo.
Luciano Buso, 16 novembre 2016