frontespizi volumi

( Per motivi di spazio viene qui pubblicata la sola prefazione inserita in ognuno dei nove volumi. Il testo della presentazione lo si può leggere interamente nell'area Download ).


"PREFAZIONE", a cura di Luciano Buso

Mai come in questi tempi, nell’era in cui viviamo, la scienza è entrata a far parte del nostro quotidiano vivere.
In ogni campo, in ogni luogo ovunque oramai ci siamo orientati nel campo scientifico per risolvere qualsiasi problema, o semplicemente per conoscere ciò che un tempo era impensabile solo immaginare. Pare proprio oramai che la scienza faccia parte di tutti noi, della nostra vita sociale, aiutandoci sempre più nel prendere coscienza del nostro esistere e del nostro conoscere.
E’ quindi con profondo rispetto che in punta di piedi il sottoscritto si è avvicinato a “questa nostra preziosa alleata, traendo da essa la conoscenza di questa meravigliosa scoperta, che inevitabilmente ci aprirà un mondo del tutto nuovo  sinora sconosciuto. Dedico questa mia importante scoperta, questi faticosi e lunghi studi scientifici alla memoria dello storico Prof. Stefano Fugazza, ex direttore del museo “ Oddi Ricci ” di Piacenza, recentemente scomparso. Figura ineguagliabile per il suo inusitato vero amore e dedizione per la nostra preziosa storia dell’arte. Fu tra i primi sostenitori di questa straordinaria scoperta scientifica, tra le prime persone a  cui  indirizzai i  miei  primissimi studi  scientifici. Esso spettatore incredulo, con la sua innata umiltà ed onestà di base, mai cercò di approfittare, vista la sua posizione, di tentare la sottrazione fisica di questo innovativo mio nuovo modo scientifico di analisi delle opere d’arte in genere, come puntualmente è in seguito avvenuto in altri indirizzi. A lui il mio plauso, la mia stima e la mia grande riconoscenza per il sostegno ricevuto.
Vista la mole di dipinti da me analizzati in questi lunghi anni, che abbracciano sette secoli di storia dell’arte, tutti recanti le scritte e le figure esoteriche celate nella loro superficie, ho ritenuto pubblicare la scoperta suddividendola in più volumi, uno per secolo. Partendo quindi dagli inizi del trecento con Giotto di Bondone, sino ai tempi nostri.
Ogni volume reca una copertina diversa scelta a caso tra le opere da me studiate per ogni secolo, tutte mostrano le figure e le scritte celate visibili direttamente osservando ad occhio nudo l’opera. Nessun aiuto scientifico viene in questo caso in soccorso delle immagini che compongono le diverse copertine. In alcune di esse viene solo schiarita la luce nella zona interessata per meglio cogliere nel visibile la scritta o la figure occultate emerse.
I volumi rappresentano nei loro contenuti, la scoperta scientifica da me fatta per primo negli anni 2004-2005, della presenza di scritte e figure esoteriche celate in ogni dipinto eseguito da artisti minori o maggiori, a partire dal tempo di Giotto di Bondone sino ai tempi nostri.
Questa pubblicazione ha lo scopo di dimostrare concretamente con immagini, la presenza delle scritte e delle figure occultate nei dipinti qui inseriti e da me analizzati, non ha carattere di vetrina in quanto scientifica, la parte dei testi è puramente ridotta all’essenziale per lasciare spazio alle immagini che sono le vere ed uniche protagoniste nei volumi.
Onde meglio cogliere ed intravvedere in ogni dipinto analizzato l’esatta grafia delle scritte celate, ho affiancato sulla destra di ogni documento originale che reca la dicitura: “scritta emersa”, un’altra immagine del tutto simile con le scritte apparse evidenziate: “scritte emerse evidenziate”."
Il vero, unico e originale documento scientifico risulta pertanto essere quello con la dicitura “scritte emerse “.
In ogni dipinto analizzato vengono evidenziate e qui pubblicate le sole scritte e figure occultate più visibili, che meglio appaiono e si prestano anche alla eventuale stampa tipografica.
Preciso  inoltre  che  l’apparizione  e  la  scoperta  in  ogni  dipinto delle molte e complesse figure esoteriche, è stata resa possibile dall’approfondito studio della scrittura criptata.
Questi chiari messaggi esoterici hanno lo scopo tutti assieme, di spiegare ulteriormente le scene dipinte, l’intimo pensiero dell’autore che in una sua personale interpretazione occultata racconta ed interpreta la scena principale.
Nulla hanno da dirci quindi le sporadiche scoperte sinora fatte di una singola figura esoterica apparsa e documentata in opere rinascimentali quali quelle del Mantegna e altri. Solo lo studio del totale delle figure occultate in ogni dipinto ci permette di comprendere sino in fondo i veri contenuti della scena dipinta.
E’ il caso di menzionare le molte opere da me studiate di Leonardo da Vinci, che nel Cenacolo di Milano raggiunge il suo massimo vertice e ancora i reali significati esoterici emersi nelle opere di Gino Rossi nel novecento.
Più avanti durante i miei studi, nell’anno 2009 ho infatti ravvisato per primo in alcuni importanti dipinti di Giotto, Giorgione, Leonardo da Vinci, Paris Bordon e via via di tutti gli altri autori anche del novecento, l’abbondante presenza in ogni opera analizzata, di queste figure esoteriche occultate assieme alle scritte tra le pieghe della pittura. Più volumi che mostrano la reale presenza di queste figure sono stati già da me editati tempo addietro.
Tra  questi:  “Immagini  esoteriche  nelle  opere  di  Leonardo  da Vinci”, “Le Gioconde di Leonardo da Vinci” e “Leonardo da Vinci-le rivelazioni scientifiche dell’Ultima cena”.
Un  concreto e  tangibile  arricchimento scientifico quindi,  che  si aggiunge alla già preziosa scoperta delle scritte celate. Una vera e propria carta di identità per ogni dipinto eseguito in tutte le epoche, lasciataci con astuzia ed intelligenza dai vari autori che tutelavano così il loro prezioso operato. Marchi indelebili in quanto eseguiti con la stessa materia con cui sono state eseguite le varie opere. All’interno dei volumi sono inserite, oltre ai capolavori delle varie epoche, anche opere minori di  artisti meno conosciuti e  meno importanti, che rappresentano una tangibile testimonianza di questa pratica arrivata sino a noi in modo continuo e silente.
Molte sono le opere inedite da me scoperte durante questi importanti e interminabili studi scientifici. Opere eseguite anche da autori storici quali: Giotto, Mantegna, Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio,  Giorgione,  Tiziano,  Paris  Bordon,  Palma  il  Giovane, Giovan Battista Tiepolo, i fratelli Guardi nel settecento veneto e tantissimi altri, compresi più tardi: Toulouse Lautrec,Van Gogh, Federico Zandomeneghi, Picasso, Gino Rossi, Giorgio Morandi, Giacomo Balla e Emilio Vedova. Opere eseguite da autori importanti che giacevano nel limbo dell’anonimato proprio come la Dama dellErmellino di Leonardo da Vinci, che fu scoperta a terra tra la polvere in un mercatino di antiquariato alla periferia di Parigi oltre un secolo fa.
Una delle plausibili motivazioni di questa silente pratica arrivata indenne sino a noi, la possiamo trovare nella vicenda dell’amorino sotterrato da Michelangelo Buonarroti, che per sottrarlo al fuoco ordinato dal Savonarola non esitò nel nasconderlo sottoterrandolo. Passato il pericolo e dissotterrata la statua la cedette ad un mercante di passaggio per 30 ducati, che a sua volta la rivendette, vista la patina antica acquisita durante la permanenza in terra, ad un cardinale romano per 100 ducati spacciandola per antico reperto di epoca romana. Vicenda più tardi smascherata dallo stesso Michelangelo che recatosi nel frattempo nella città di Roma, si trovò innanzi al suo “amorino”.
In questa vicenda l’assoluta certezza delle falsificazioni, delle mendaci operazioni commerciali fatte da persone che non hanno alcun scrupolo, alcun rispetto ed amore per le opere d’arte in genere, le quali rappresentano unicamente il solo ed unico scopo per far denaro, come si può notare anche oggi nella nostra epoca.
Nell’anno 2005 , osservando alla luce solare il dipinto inedito di Paris Bordon: “Venere sdraiata in un paesaggio”, mi sono accorto della presenza tra le piante nel paesaggio retrostante la figura monumentale della dea, di scrittura celata anche in carattere romano. Constatata la reale presenza delle molteplici scritte criptate nel dipinto, sono stato mosso dalla curiosità di vedere se oltre al Bordon anche altri autori avevano avuto questa brillante idea in passato.
Ad una verifica in altre tele secentesche e ottocentesche, ho potuto notare con non poco stupore, che la cosa era una abitudine di tutti gli artisti antichi ed anche moderni.
Molti amici, in un primo tempo hanno dimostrato incredulità quando parlavo di questa scoperta, qualcuno forse ha tacitamente pensato che io fossi un visionario, di certo ho notato che all’incredulità è subentrato più tardi un certo rassegnato stupore quando ho loro dimostrato le immagini concrete che attestano le scritte e le figure celate emerse in ogni dipinto.
Poter osservare le scritte apposte in forma occultata da Tiziano Vecelius nel dipinto “ Venere allo specchio “ della Ca’ D’oro di Venezia, apposte 462 anni or sono, oltre a rappresentare un dato sicuro e una certezza rassicurante, si prova nella quasi incredulità, una forte emozione che aumenta maggiormente nel vedere la grafia originale del maestro che esula dalla scena descritta nel dipinto. Maggiore stupore ancora si prova osservando i marchi e la grafia originale di Andrea Mantegna apposti 507 anni or sono nel dipinto: “ Il Martirio di San Sebastiano “, sempre della Cà D’oro di Venezia, oppure nei dipinti storici e inediti del 1505 e del 1508 qui inseriti di Raffaello Sanzio.
Quasi da non crederci se tutto ciò non fosse documentato scientificamente con immagini reali, alquanto palpabili e verificabili in qualsiasi momento.
Oltretutto diventa una forte emozione anche il fatto di poter stabilire con chiarezza in quale data un artista abbia eseguito nella sua precisa età, l’opera in analisi.
La genialità è prerogativa di pochi eletti, in questo caso genialità è anche saper criptare nella pittura ad olio o tempera, nel disegno, nell’acquerello o nella scultura appena eseguiti, prima ancora di sovrapporre la vernice finale all’opera, i propri nomi, i propri marchi, la data di esecuzione del dipinto e qualche volta anche il nome di un personaggio ritratto, oltre le molte figure esoteriche che meglio spiegano i veri contenuti di ogni opera.
Non a caso parlo di genialità, poichè non è facile scrivere o inserire altri dipinti nel film pittorico di un dipinto in lavorazione senza danneggiarne l’ottica di osservazione.
Durante i miei lunghi studi ho potuto comprendere sino in fondo questa tecnica così largamente usata nelle varie epoche, al punto che oggi la attuo anche nei miei dipinti, poichè principalmente io sono un’artista.
Vengono di proposito qui inseriti alla fine alcuni miei dipinti recanti le scritte celate, a chiara testimonianza di questa pratica antica.
Ho preferito apporre le scritte in quantità minore, in maniera ordinata ed in forma semicelata, vista la difficoltà avuta nel risaltare quelle degli antichi maestri che le apponevano ben celate e praticamente in tutta la superficie del dipinto, qualche volta incrociandole, sovrapponendole una all’altra anche a dipinto capovolto e a luce invertita.
Dicevo genialità per chi durante tutti questi secoli ha apposto con sapienza ed astuzia tutta questa miriade di dati nelle opere, devo ammettere senza peccare di presunzione, che una parte del merito è da attribuire oggi al sottoscritto che ha saputo cogliere nella loro quasi totalità le scritte e le figure esoteriche osservando solamente i dipinti ad occhio nudo, con il cuore e la grande passione che deriva dall’amore per l’arte nelle sue varie espressioni, cosa questa che mi accompagna da sempre.
Devo tuttavia ammettere che il cervello di un artista è abituato da sempre all’osservazione, a cogliere cose che altri occhi non vedono, è abituato per forma naturale a leggere la luce che dà forma e vita alle cose e alle persone.
Non mi meraviglia quindi il fatto che sia stato un artista a fare questa" "straordinaria scoperta.
Nelle epoche precedenti le persone avevano molto più tempo a disposizione in quanto i ritmi di vita erano meno incalzanti e meno veloci degli attuali, lasciando quindi più spazio alla riflessione. Forse anche in questo la facoltà di poter curare i valori simbolici come cultura esistenziale e generale.
Nei miei studi ho potuto ravvisare anche il cambiamento nel modo di apporre le scritte e le figure nei dipinti eseguiti nelle varie epoche. Vi è stata un’ evoluzione tecnica esattamente come le varie correnti artistiche che via via nei secoli sono cambiate,
Giotto, Giorgione, Raffaello Sanzio, Andrea Mantegna, Tiziano Vecelio, Paris Bordon e tutti gli altri in quell’epoca sfruttavano le forme presenti nel dipinto per celare le scritte e le loro figure esoteriche, ma anche lo Zandomeneghi oltre tre secoli dopo alla fine dell’ottocento usava la stessa tecnica.
E’ nel Novecento che si è cominciato a cambiare modo, precisamente lo si può notare in alcuni dipinti qui inseriti di Gino Rossi del 1915, dove le scritte vengono inserite come grafica costruttiva del soggetto stesso. Cito solamente questo artista ma, non sono diversi: Gustav Klimt, Pablo Picasso, Giorgio Morandi, Emilio Vedova, Max Ernst, Joan Mirò e tutti gli altri in questo secolo.
Più avanti con l’avvento dell’arte moderna, in alcuni casi le scritte rappresentano il soggetto principale, apposte quindi a tutto quadro, confuse solo da pochi segni che distolgono lo sguardo dello spettatore dal focalizzare la scritta immessa, In specialmodo nelle opere dello stesso Gino Rossi, di Emilio Vedova, Pablo Picasso, Max Ernst e tanti altri, dove in molti dipinti sono alquanto chiare e visibili le lettere che compongono il loro nome e cognome e la data, che partecipano in forma semivisibile alla costruzione grafica del soggetto principale rappresentato.
Nei  complessi  studi  da  me  svolti  e  qui  pubblicati,  ho  potuto comprendere la parte più intima, più riservata e nascosta di ogni singolo autore.
Ho rivissuto i momenti appartati del maestro, che nel suo atelier nascosto da occhi indiscreti apponeva le sue scritte e le sue figure esoteriche nel dipinto in lavorazione, osservando a lungo le forme che si potevano meglio prestare per criptare tali dati, spesso rasentando l’ossessività.
Vista l’importanza della scoperta, ho ritenuto necessario divulgarla per coscienza civile nei riguardi della storia dell’arte.
Spero di riuscirci con questi volumi che comprendono opere più o meno importanti a partire dai primi anni del quattordicesimo secolo sino a tutto il ventesimo secolo.
L’impresa si è rivelata sin da subito difficoltosa in quanto la materia che compone le scritte e le figure esoteriche è la medesima usata per dipingere l’opera stessa.
Ho dovuto per questo avvalermi anche di più tecniche scientifiche per evidenziare una minima parte dei dati occultati in ogni dipinto, ho necessariamente dovuto abituare il mio sguardo, il mio cervello a cogliere tali dati direttamente osservando ad occhio nudo le superfici dei vari dipinti.
Altra difficoltà non trascurabile sta nel fatto che questi dati secretati quasi sempre vengono da me evidenziati con una tonalità più leggera rispetto la superficie confinante, per questo motivo ho deciso quindi di affiancare a destra un’altra immagine simile con la dicitura,”scritta emersa evidenziata”onde meglio facilitarne la lettura.
Di secolo in secolo vengono qui inserite gran parte delle opere che ho avuto l’opportunità di studiare, di collezioni pubbliche e private, importanti e meno importanti.
Un particolare riconoscimento e ringraziamento va indirizzato a tutti coloro che mi hanno sostenuto ed incoraggiato in questi lunghi studi scientifici, in particolare come sopra già menzionato, al Prof. Stefano Fugazza che fu tra i primi a riconoscere la validità di questa mia scoperta.
Allo storico Raffaele De Grada di Milano per il suo onesto apporto di studio e riconoscimento del piccolo ritratto della “Nenè” di Federico Zandomeneghi, al Prof. Luigi Menegazzi di Treviso che nello studio periziatorio del piccolo capolavoro della “Nenè” ha dimostrato concretamente essere una tra le più significative e preparate figure nello studio dell’arte veneta tra ottocento e novecento.
Un particolare ringraziamento è indirizzato alla Dottoressa Adriana Augusti di Venezia, per lo studio e le pubblicazioni del dipinto inedito di Paris Bordon: “Venere sdraiata in un paesaggio”.
Altro mio particolare ringraziamento va indirizzato a Davide Bussolari dello studio di diagnostica per l’arte Fabbri di Campogalliano di Modena, all’amico Silvano Zamprogna di Riese Pio X, direttore dello studio di fotolito “Scalaquattro” di Castelfranco Veneto, per avermi sempre sostenuto affettivamente durante gli studi e assistito durante le fasi di messa a punto delle immagini fotografiche nei volumi. All’amico professore Berton Franco, ex  sindaco del  comune di Fonte (TV), per la sua preziosa collaborazione e partecipazione alla presentazione dell’anteprima dei volumi avvenuta nel mese di marzo 2011 nella sala consiliare del comune di Riese Pio X (TV). Ringrazio sentitamente Pierluigi Contarin, sindaco del comune di Riese Pio x, che oltre ad avermi sostenuto durante le fasi di studio ha ospitato gentilmente nella preziosa villa Eger, sede del municipio di Riese Pio X, la presentazione dell’anteprima dei presenti volumi. Ringrazio sentitamente anche Massimo Tondi sindaco del comune di Fonte (TV), che assieme agli altri due sindaci ha presentato sempre a Riese Pio X l’anteprima dei miei studi scientifici.
Vengono  da  me  particolarmente  ringraziati  tutti  i  collezionisti privati che hanno prestato le loro opere per lo studio e la relativa pubblicazione.
La Pinacoteca di Bologna per aver concesso lo studio e la pubblicazione del dipinto “L’estasi di Santa Cecilia”, di Raffaello Sanzio.
Il museo “Galleria Franchetti Ca’ D’Oro” di Venezia, per la gentile concessione dello studio e della pubblicazione dei dipinti “ San Sebastiano” del Mantegna, “ Venere allo specchio” di Tiziano e Ritratto del sig. Durazzo” di Anton Van Dik.
Ringrazio sentitamente le Gallerie dell’Accademia di Venezia per avermi dato la possibilità di poter analizzare e qui pubblicare il meraviglioso dipinto di Giorgione: “La tempesta”."
La Curia del veneto, per la gentile concessione dello studio e la pubblicazione del dipinto di Giorgione:” La Pala” del Duomo di Castelfranco Veneto.
Ringrazio  l’arma  dei  carabinieri  che  pone  oggi  una  particolare attenzione alla scoperta da me fatta, chiedendomi gentilmente la collaborazione per identificare le opere d’arte trafugate o false. Ringrazio sentitamente la direzione del convento San Francesco di Assisi per la divulgazione nel giornale dell’Umbria redazione on line e nel loro sito internet, del bell’articolo che riguarda i miei studi scientifici apportati alle opere di Giotto della Basilica Superiore, studi da me pubblicati anni addietro anche nella anteprima del volume da me curato: “Firme e date celate nei dipinti da Giotto ai tempi nostri”.
Ringrazio sentitamente ed affettuosamente il dott. Alvise Manni, presidente del centro studi civitanovesi di Civitanova Marche, per il suo prezioso contributo, la cordiale sua ospitalità dimostrata durante la conferenza sul tema delle scritte celate, tenuta nel marzo 2012 presso l’aula magna dell’I. I. S. “L. DA VINCI”.
Tutti coloro che in qualche modo in questi interminabili anni mi hanno sostenuto ed incoraggiato nello studio e nel faticoso compito di realizzazione di questi volumi, in particolar modo lo studioso Francesco Invernizzi di Lecco, la scrittrice Sara Vinci di Treviso, Ornella Robazza di Asolo e Antonella Nardone di Roma.
Ringrazio inoltre l’amico professore Giovanni Porcellato di Loria, per il prezioso contributo professionale nel prelievo fotografico delle immagini dei dipinti qui inseriti.
infine, consiglio il lettore di munirsi di paziente ed acuta osservazione nel visionare questi volumi che rappresentano in un vero trattato scientifico, la reale presenza delle scritte e delle immagini esoteriche celate nei dipinti di tutte le epoche.

Luciano Buso