Continuazione Giorgione rivelato

Seguito Giorgione rivelato.

Altre pagine e immagini che spiegano i contenuti ora emersi nella 'Tempesta' sono qui pubblicate, tratte dal volume appena editato: 'Giorgione rivelato'

Di seguito, nell'ultima immagine: un anticipo del dossier di ricerca del noto dipinto di Giorgione: 'Saturno in esilio', della National Gallery di Londra. 

Nell'anno 2009 mi recai a Castelfranco Veneto in visita alla storica mostra del Giorgione, per l'occasione ero accompagnato dalle allieve della scuola di pittura; innanzi al dipinto 'Saturno in esilio' ebbi un sussulto, netta mi arrivò per prima la possente figura del Dio accovacciato, occultato genialmente da Giorgione nella forma della grande roccia a sinistra.
In passato quest'opera fu diversamente titolata: 'Omaggio al poeta', in essa sono descritti degli elementi che conducono ad altri contenuti, ad altra sua titolazione: alcuni cerbiatti nell'atto di brucare l'erba sono al di là del primo piano, nel quale figura sulla sinistra un leopardo dalla posa raccolta, con il capo chino che, non rappresenta alcun pericolo per gli altri animali presenti, a lui vicino vi è un pavone. Sulla destra, seduto in trono è un personaggio interpretabile come Gesù, incoronato con l'alloro, vincitore sul Male, tre personaggi lo omaggiano con doni e musica; appoggiati sugli scalini ai piedi del Cristo sono tre libri. Nella forma della grande roccia a sinistra Giorgione occulta la possente figura del Dio con una pianta sulla fronte a dominare gli spazi sottostanti, il suo sguardo è indirizzato in basso, nella verde valle. Una persona, sinora definita l'eremita, sta in piedi nella zona del suo orecchio, il braccio e la mano di quest'ultimo indicano che egli stia suggerendo. Forse il tramite terreno?
La scena tramanda a quanto il profeta Isaia scrisse nelle Sacre Scritture, (Isaia 11, 6-9): "Il creatore dichiara: “Il leopardo stesso giacerà con il capretto, e il vitello e il giovane leone fornito di criniera e l’animale ingrassato tutti insieme; e un semplice ragazzino li condurrà...e perfino il leone mangerà la paglia proprio come il toro e il lattante certamente giocherà sulla buca del cobra". 
Le Scritture bibliche ci tramandano, a proposito del nuovo Regno di Dio sulla terra: "il male sarà sconfitto, nessuna sua espressione sarà più possibile...gli animali conviveranno tra loro pacificamente, il leopardo pascolerà assieme al cerbiatto, alla gazzella e viceversa...il Figlio di Dio, posto in trono, governerà su tutto ciò per un periodo di altri mille anni".
Si, non vi è dubbio alcuno, la scena rappresentata da Giorgione tramanda: "Il nuovo Regno di Dio sulla terra", minuziosamente descritto nella Bibbia. Nulla hanno a che fare gli elementi descritti nell'opera con Saturno e il suo esilio, come nulla hanno a che fare con Saturno i tre personaggi che omaggiano il Cristo. Anche il precedente titolo: 'Omaggio al poeta', sostituito in passato, era poco attinente con quanto il dipinto realmente mostra, la sua sostituzione denota l'insicurezza e la non comprensione dei contenuti dell'opera.

Il leopardo viene descritto da Giorgione in modo strano: con le gambe raccolte sotto il corpo, non nella consueta posa di attacco, il suo capo è chino sull'erba, quasi stesse brucando come i cerbiatti presenti al di là della siepe! I tre libri appoggiati sugli scalini ai piedi del Cristo rappresentano le Sacre Scritture?

Quanto qui anticipato, assieme a quanto emerso nell'intero dossier di ricerca, inserito nel volume appena editato, suggeriscono altra titolazione dell'opera e il suo titolo dovrebbe verosimilmente essere: 'Il nuovo Regno di Dio sulla terra', a indicarlo è lo stesso Giorgione che, delle Sacre Scritture ne ha fatto un largo uso per comporre le sue meravigliose e profonde opere.

Interpretare quanto descritto nel dipinto con l'esilio di Saturno significa: non conoscere, in alcun modo, quanto la Bibbia tramanda chiaramente da millenni.