Comunicato stampa

Comunicato stampa Convegno di Assisi

Il ’Metodo Buso’, così vengono oggi definiti i miei studi, analizza, con un nuovo approccio di studio, con centinaia di foto in altissima risoluzione, con mezzi scientifici di elevata qualità e con l’aiuto delle indagini diagnostiche di rito JR, UV, RX, la superficie di ogni dipinto onde rilevare “i signa” sapientemente nascosti nella materia pittorica. La pratica era usata dagli artisti nelle varie epoche per stabilirne la paternità, la datazione e spesso per suggerire i contenuti delle opere. Il demone imprigionato tra le pieghe del lenzuolo rosso, sotto il corpo di Isacco, da me scoperto negli anni 2008-2009 nell’affresco di Giotto della Basilica Superiore ad Assisi ‘Esaù respinto da Isacco’ è l’ennesima prova della pratica citata .
ESAU’ RESPINTO DA ISACCO-affresco cm. 300x300 Basilica Superiore ad Assisi.
La bella foto dell’affresco in alta risoluzione, usata per studiare e comporre il dossier di ricerca dell’opera, mi è stata gentilmente concessa dal responsabile dell’archivio fotografico Fra Carlo Bottero su ordinazione di Fra Mauro Gambetti al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti estesi anche a Padre Giuseppe Piemontese oggi vescovo.
Quanto ora emerso nell’affresco di Assisi fa risultare inesatta l’attribuzione sinora suggerita al Maestro di Isacco perché svilisce l’opera del grande Giotto, padre assoluto della pittura moderna. Essa ci ha rivelato anche i suoi contenuti segreti e sottolineato la straordinaria qualità, la complessità dell’impianto e le sue meravigliose cromie.
Fu quindi certamente Giotto di Bondone a firmare l’affresco nel 1315 e lo fece celando ovunque le sue firme ‘Giottvs B’, ‘Giottvs IV aprilis  1315’ e ‘GB’ rivelandoci incontestabilmente la paternità dell’affresco. Una di esse pare essere la firma ufficiale in quanto apposta a forma di semi lunetta in basso al centro, appena sopra la grande decorazione floreale, firma oggi sgranata e in parte consunta ma ancora leggibile.
Oltre le molteplici firme segrete sono emerse le date ‘1315’ e ’15’ le quali stabiliscono in modo sicuro la corretta datazione dell’opera che non fu dipinta nel 1291-1295, come si era creduto sinora ma quasi venticinque anni dopo.
Moltissime figure, aliene alla scena principale rappresentata, sono ora leggibili pur celate nell’intera superficie dell’affresco, e documentate una per una nel presente dossier di ricerca. Esse rappresentano alcuni altri volti demoniaci con addirittura il corno, altri che paiono rappresentare un re e una regina dell’epoca. Taluni volti segreti sono realizzati in modo tale da sembrare altri dipinti entro l’affresco, la loro ideazione e realizzazione nonché il loro metodo di inserimento denotano una grande genialità difficilmente paragonabile con quanto da me scoperto in questi ultimi quindici anni, nelle opere dei grandi maestri venuti dopo. Dalle figure celate emerse da questo nuovo studio una maggior comprensione dei contenuti dell’affresco, tre altri volti demoniaci con il corno sono schiacciati da alcune parti del corpo di Isacco, uno di essi è abilmente celato nella sua bocca a dipinto capovolto, il suggerimento è chiaro: non solo con la carne ma, anche con la parola viene dominato e umiliato il male.
Altra significativa presenza occulta emersa è la figura di un uomo scheletrito con saio e cappuccio nel capo, ricavato genialmente da Giotto nell’intera forma del lenzuolo rosso sotto il corpo di Isacco, meglio visibile ruotando di 90° in senso antiorario il particolare dell’opera in basso a destra. A chi si riferisce questo corpo? Forse a Francesco?
Il presente dossier di ricerca contiene quanto di più visibile, fu celato da Giotto nel 1315, figure e scritte celate ovunque nella sua superficie, qui da me poste in luce sono solo in minima parte.
L’attribuzione dell’affresco è stata elusa per lungo tempo a causa delle incertezze accademiche, oggi superate con l’avvento della nuova scienza, del nuovo metodo d’indagine, dei nuovi studi. Auspico possa d’ora in poi rientrare a pieno diritto storico tra le opere di Giotto: la sua collocazione in parete, nella straordinaria e suggestiva Basilica di Assisi, già lo suggeriva.
Durante il convegno saranno presentati anche gli studi scientifici apportati agli affreschi di Giotto della Cappella degli Scrovegni a Padova: ‘Il bacio di Giuda’ (2) e ‘La strage degli innocenti’ (3) che hanno rivelato, come l’affresco di Assisi, le firme, le date e le figure celate: nel Bacio di Giuda sono state scoperte, oltre le firme segrete di Giotto, delle figure che meglio spiegano i contenuti dell’affresco.
Ringrazio la Sydonia Production per aver divulgato nel mondo l’interessante documentario andato in onda su Focus nel marzo 2017 ’Segnati da Dio’, il quale mi vede tra gli studiosi riguardo le opere di Giotto di Assisi in relazione con San Francesco.

Addì 24 luglio 2018 Luciano Buso