Alcune opere inserite nel trattato

Come annunciato, vengono di seguito presentate alcune delle molte opere analizzate e inserite nel trattato scientifico. Per motivi di spazio, delle stesse viene qui pubblicato un solo documento scientifico che attesta in modo chiaro e inopinabile la presenza dei dati occultati nella loro superficie pittorica.  La loro presentazione inizia con il celeberrimo dipinto di Giorgione: "La tempesta", inserito anche nell'anteprima del volume editato nel marzo 2011: "Firme e date celate nei dipinti, da Giotto ai tempi nostri", DUK edizioni.
Nel dipinto comparve infatti già anni addietro uno dei primi chiari volti di demone celati, visibile ad occhio nudo guardando la foto ufficiale.  Il volto tenuto sinora secretato è descritto in modo chiaro, due corna ben visibili sono presenti nella sua fronte, esso appare nella grafica costruttiva della rupe ai piedi della donna con il bambino in braccio a dipinto ruotato di 90° in senso orario. Fu da me scoperto intorno agli anni 2010 in contemporanea al Dio criptato nella roccia a sinistra nel dipinto: "Saturno in esilio", eseguito dallo stesso Giorgione.
Segue un meraviglioso autoritratto inedito di Vincent Van Gogh eseguito su carta nell'anno 1886, da me scoperto durante le fasi di studio.
Nel ricco dossier dell'opera inserito nel trattato scientifico è apparsa visibile anche la chiara scritta "Gogh". Cosa alquanto preziosa è l'apparizione della figura esoterica di un animaletto, occultata nella forma dell'orecchio nell'atto di mordere. Preclusione dello storico taglio dell'orecchio? 
Seguono due delle quattordici rarissime opere inedite da me scoperte di Gustav Klimt, eseguite dallo stesso nella fase della sua formazione, nell'anno 1885, all'età di soli ventitré anni. Una delle due opere: "L'anoressica", rappresenta una giovane donna che nell'atto di specchiarsi si vede più rosea e pasciuta, testimonianza preziosa quindi della conoscenza di questa terribile malattia già nella seconda metà dell'ottocento.
Questo dipinto preclude, nei suoi caldi colori dorati, la strada intrapresa più tardi da Klimt  nella immissione della materia dell'oro nelle sue opere.
Come ampiamente da me citato nei testi di presentazione del trattato scientifico, gli autori del novecento, a diversità di quelli più antichi, hanno cambiato modo nell'inserimento dei loro dati criptati nelle opere d'arte. Essi infatti hanno immesso le loro svariate scritte occultandole nella grafica compositiva dell'opera. Tra questi Pablo Picasso, che nelle sei carte da gioco da me scoperte recentemente, lo dimostra in modo alquanto chiaro.
Come Picasso anche Max Ernst e altri grandi di questo secolo, hanno usato la stessa tecnica.
ll meraviglioso dipinto qui inserito di Max Ernst: "Fecondità", è interamente interessato nella grafica compositiva dalle scritte genialmente occultate.
Gli studi da me svolti in questa direzione hanno permesso anche di porre in luce tre inedite opere eseguite da Alberto Giacometti, viene qui inserita una delle tre, che presenta nella grafica costruttiva del busto le chiare iniziali celate del nome e del cognome dell'autore: "AG".
A seguire due opere da me eseguite, quali testimonianza di questa antica pratica.
Per ultima, viene inserita una meravigliosa opera di Antonio Nunziante, che ancora vivo e operante, ha l'abitudine come il sottoscritto e altri, di immettere nei suoi dipinti sia le figure esoteriche che le scritte celate.
Dieci sole opere, che in confronto alle molte inserite nel trattato sono poca cosa, una breve vetrina con un solo documento scientifico che intende dimostrare concretamente la pratica dell'immissione della scrittura criptata in ogni opera analizzata di epoche diverse. Nei dipinti qui presentati e in tutti gli altri inseriti nel trattato, è puntualmente emersa anche la relativa data celata.

DENUNCIA: Lo studio del piccolo e importante dipinto eseguito da Max Ernst nel 1948: "Fecondità", firmato in basso a destra, a suo tempo reso ufficiale dallo storico internazionale più importante per questa figura di artista, da me incontrato in una nota galleria a Berlino, viene ora interamente a Lui dedicato, ringraziandolo per la sua grande disonestà nei confronti dell'opera, dell'autore, soprattutto del sottoscritto che all'epoca ne era il legittimo proprietario. Nell'anno 2003 egli stilò infatti, senza avere alcuna ombra di dubbio, suffragato anche dalla provenienza dell'opera, arrivata in Italia direttamente dalla galleria parigina DANIEL CORDIER, il prezioso e ufficiale certificato, chiedendomi per lo stesso la somma di euro 4,500, che io  versai in sue mani, imponendomi con una certa fermezza di volere a tutti i costi avere la priorità di acquisto qualora io avessi deciso di vendere il dipinto, (PER BEN SETTE VOLTE FUI COSTRETTO A STRINGERGLI LA MANO IN UNA PROMESSA CHE PIU' TARDI MANTENNI). Più avanti, dopo l'assoluto l'interesse dell'opera da parte delle due case d'asta londinesi SOTHEBY'S E CHRISTIES, le quali stabilirono la sua reale valutazione,egli fu da me informato della mia intenzione di cedere l'opera. Ovviamente, nel mantenere la mia promessa, a lui chiesi la somma della sola riserva, (base), d'asta stilata dalla Christhyes, che corrispondeva a Sterline 90.000. Non accettando tale mia richiesta, ben pensò di bloccare, con una banale scusa, il certificato da lui fatto in precedenza, di fatto bloccando totalmente da allora l'opera. A nulla valsero le mie suppliche alchè questo disonesto storico liberasse questa immacolata, sacrosanta e originale opera. Questo è quanto avviene nel mercato delle opere d'arte, da chi legalmente è incaricato per il loro riconoscimento !!! OGGI IL DIPINTO FIGURA QUI PUBBLICATO CON I DATI IN ESSO CRIPTATI DIRETTAMENTE DALL'ARTISTA, CHE STABILISCONO INOPINABILMENTE L'ASSOLUTA SUA ORIGINALITA'. La presente denuncia viene pubblicata onde porre in luce tale disonesta figura di storico !!! Soprattutto per fare capire al collezionismo internazionale chi è e come opera questa disonesta figura. Visto che più tardi, dopo svariate suppliche, sono stato indotto a liberarmi dell'opera, visto anche lo strano suo comportamento, attendo ancora la restituzione del denaro da me versato in sue mani.