Un’opera dal catalogo di Gino Rossi

“GATI GHETI -15”

 (vecchio modo veneto di chiamare il gioco del nascondino).

Un interessante dipinto inserito nel Catalogo Ragionato, appena editato, delle opere di Gino Rossi.



Non un’opera eseguita dall’amico Umberto Boccioni, bensì una straordinaria opera  di Gino Rossi eseguita nell’anno 1915 su tela, che misura cm. 50x60, viene qui pubblicata con la reale misura delle pagine inserite all’interno del volume appena editato. Purtroppo la drastica riduzione della risoluzione delle immagini, necessaria per la pubblicazione nel web, non permette in alcun modo di visionare correttamente tali complesse immagini.
Appena sufficiente è quindi la loro reale qualità. (figuriamoci se la risoluzione fosse stata a 300 dpi come negli originali).

Straordinari sono i contenuti dell’opera, sinora mai compresi da alcuno, i quali riportano ai tempi della strenua difesa italiana lungo le sponde dello storico fiume Piave, tanto caro all’artista, che per alcuni anni ha vissuto a Ciano del Montello, vicinissimo alle sue rive.
Al di sopra delle fronde degli alberi, spuntano infatti, con i tipici berretti e gli occhi azzurri gli austriaci, che cercano di scovare sotto, tra il fogliame, i personaggi nascosti. Un torrente impetuoso, con il tipico colore dell'acqua, rappresenta lo storico fiume Piave, nella riva destra un rigido muretto funge da netto confine, mentre nella riva sinistra appare semicelata la grande figura di un drago a difesa di quella sponda. Visi, figure, soldati, animali, scritte segrete e... altro, delineano orchestralmente, tutti assieme ben celati, il paesaggio che li contiene. Tutto ciò, nella sua complessità, viene eseguito da Gino Rossi in una unica seduta, con una strabiliante gestualità fenomenica, difficilmente ravvisabile in altri artisti di questo, e altri storici periodi. L'impeto e la forza esecutiva sono ravvisabili lungo tutti i bordi dell'opera, dove chiaramente emerge, vista la forza che la mano ha impresso, il sottostante telaio ligneo che sorregge la tela. Inaudita e straordinaria esecuzione, sinora mai vista, la quale riporta al periodo futurista dell'amico Boccioni e nella quale viene suggellato uno storico documento bellico.
Questo è oggi possibile dai miei approfonditi studi scientifici, che in nessun caso analizzano un'opera d'arte in superficie, come sinora avvenuto! 

OSTRUZIONE DI DIFFUSIONE DELLA CULTURA IN ITALIA E NEL MONDO.

Per quanto i due accademici si siano scagliati nella stampa in quello strano modo, con quella inaudita e poco professionale violenza, la quale fa presagire altri interessi, contro il Catalogo Ragionato delle opere di Gino Rossi da poco presentato nella sede della Provincia a Treviso, questa è la mia legale, scientifica, pubblica e internazionale risposta!
Da sempre ho scritto e dichiarato, anche nel volume, che ogni opera di Gino Rossi da me analizzata e pubblicata, reca in sé più scritte celate per esteso: G. Rossi, (Gino Rossi). Di fatto, dovranno pur avere un senso le originali parole dell’artista scritte nella dedica indirizzata all'amico dottor Binotto nel verso di una sua opera del “13”: “PER DOTTOR BINOTTO, AMICO DI FAMIGLIA, CON AFFETTO, 1933, GIAVERA, MONTELLO, SCRITTE SEGRETE SULLE PIANTE, ROSSI”!
E non mi venga a dire nessuno, come subdolamente ha tentato di fare il giornalista durante le interviste ai due accademici, che tali scritte siano state apposte da Giuseppe Rossi, pittore di secondo ordine, nato in toscana nel 1876 e morto in veneto nel 1952, da me ben conosciuto e studiato, il quale nettamente si differenzia dal modo di dipingere di Gino Rossi. Ci sarebbe voluto veramente un miracolo per far sì che questo autore potesse almeno lontanamente avvicinarsi al tratto, al disegno, alla gestualità e qualità di ogni opera di Gino Rossi!!! Un miracolo ci sarebbe voluto che lo stesso fosse stato in grado e all’altezza di inserire occultati quella miriade di geniali dati che solo Gino Rossi ha saputo mirabilmente inserire in ogni opera eseguita! Un vero e grande miracolo ci sarebbe voluto anche per eseguire questa straordinaria opera: “Gati Gheti 15”! Essa infatti mostra il ciclopico dominio sia del colore che della forma, inarrivabile per qualsiasi! La straordinaria, innata gestualità fenomenica, permette a Rossi di raggiungere in questa opera un “insieme di molte cose”: paesaggio, figure, piante, animali, volti, significati storici nascosti, colore, scritte segrete ed altro!!! Tutto eseguito in unica seduta con frenetiche pennellate e inaudita forza, al punto da far trasparire il sottostante telaio ligneo lungo i bordi…! Quanto in essa descritto in superficie e genialmente occultato, è cosa di pochi eletti, solo i grandi geni da me studiati sono arrivati a tanto e…Gino Rossi lo era!!! Egli raggiunge infatti tutta la sua annunciata modernità nel volto di ragazza semi occultato al di là del muretto che funge da netto confine tra le due sponde! Comprendere quindi a fondo la straordinaria arte di Gino Rossi, significa arricchirsi di tanta e vera cultura…cosa sinora fatta solo in parte dall’accademismo! Oggi possibile maggiormente dai miei studi! La chiara risposta a quanto qui scritto, a quanto sostenuto da coloro che denigrano a più non posso la mia legale ricerca, la troviamo presente e pubblicata nel chiarissimo volume appena editato, soprattutto nella chiara e completa originalissima scritta “G.ROSSI” emersa occultata nel magma dei colori nella parte alta a sinistra dell’opera! Qui a seguito pubblicata quale prima assoluta prova dell'originalità di questo dipinto!!!
ALTRO CHE TUTTO FALSO NEL VOLUME APPENA EDITATO!!! NELLE IMMAGINI QUI INSERITE UNA REALE VERITA' SINORA DEL TUTTO SCONOSCIUTA AL MONDO ACCADEMICO, CHE PER QUANTO SIA TOTALMENTE ALL'OSCURO, SI OSTINA CAPARBIAMENTE CON VERA CATTIVERIA NEL NON RICONOSCERE, FACENDO OLTRETUTTO ASSOLUTA OSTRUZIONE DI UNA LEGALE PUBBLICA INFORMAZIONE!!!

Dovranno ora chiaramente rispondere, i due storici e il giornalista che li segue, alla legge italiana per il loro misfatto, per le loro pubbliche diffamazioni alla persona, all'artista e allo studioso!!! Dovranno necessariamente anche spiegare alle fiamme gialle, visto che le hanno tirate in ballo, il perché dell’apparizione di questa chiarissima scritta celata: “G.Rossi” e di quanto emerso occultato in questa straordinaria opera!

E CHE SIANO FINALMENTE TERMINATI I TEMPI DEL SACRIFICIO PIONERISTICO, DELL'IMMOLARSI SULL'ALTARE DELLA CONOSCENZA DI QUANTI HANNO, CON IMMANI FATICHE E IMMENSI SACRIFICI, GENIALMENTE E LEGALMENTE FATTO A LORO ESCLUSIVE SPESE NELLE VARIE EPOCHE: IL POVERO ANTONIO MEUCCI, IL POVERO NIKOLA TESLA E LO STESSO GINO ROSSI, TRA I TANTI, LO URLANO IN MODO INEQUIVOCABILE!!!