Tiziano Vecellio, i suoi segreti

Tiziano come il suo maestro Giorgione occulta in: 'Violante e Salome' con la testa del Battista', i suoi personali dati. 

Il parziale studio scientifico svolto nelle due opere di Tiziano qui pubblicato, non si differenzia in alcun modo da quello apportato all’enigmatiche opere del suo maestro Giorgione, (volume-‘Giorgione rivelato’, a cura di Luciano Buso e M. Daniela Lunghi, edizioni Grafiche Antiga 2016 ).
Uno straordinartio filo logico congiunge questi due artisti che, al di là del loro rapporto in arte, non si differenziano nell’immissione occulta dei loro personali dati nelle opere eseguite.
Tiziano quindi come il suo maestro ha immesso, ben tutelandoli in quanto semi nascosti, inglobati nella materia che compone i vari elementi nelle due opere, i personali suoi dati: scritte, date e figure.
Una via questa, percorsa dai grandi artisti del passato, dagli antichi pittori di Ercolano passando per Giotto, Leonardo, Raffaello e via via sino ai tempi nostri da gran parte degli artisti vissuti nelle varie epoche compreso Pablo Picasso.
Gli studi da me fatti da circa tre lustri su quest'antica pratica segreta trovano qui un’ulteriore, inopinabile conferma.
La messa in luce di questi dati segreti si rivela quale scientifico metodo nello stabilire l’originalità delle opere del Vecellio, la loro datazione, soprattutto quanto egli abbia attinto su questa pratica dal maestro di Castelfranco Veneto. 
L'integrale dossier di ricerca scientifica di questo studio è composto in circa una cinquantina di pagine, sarà presto inserito in versione PDF nell'area Dawnload.
Luciano Buso

Tiziano Vecellio,

Violante, 1515, Olio su tavola, 64,5×51cm,
Vienna, Kunsthistorisches Museum.
e
Salomè con la testa del Battista, 1515,
Olio su tela, 90×72cm, Roma, Galleria Doria Pamphili.

Studi scientifici a cura di Luciano Buso.
Le due opere vengono da me studiate nei loro contenuti segreti all’indomani degli approfonditi studi svolti nell’enigmatiche opere di Giorgione, che hanno rivelato cose sinora sconosciute, inseriti nel volume di recente pubblicazione: Giorgione rivelato, edizioni Grafiche Antiga 2016, a cura di Luciano Buso e M. Daniela Lunghi.
Vengono ora scoperti, con il metodo usato per analizzare le opere di Giorgione, una serie di nuovi e fondamentali dati occulti, la palese loro comparsa non si discosta da quanto le opere di Giorgione ci hanno mostrato per la prima volta.
Se è vero che dalla diffusione del Canzoniere petrarchesco, il quale, per quanto composto nei primi decenni del Trecento, dilaga grazie all’edizione filologica curata da Pietro Bembo, con un processo imitativo che mette alla prova centinaia di poeti, i quali diffondono i modi e il pensiero del Petrarca nella vita quotidiana delle classi egemoni, a ciò non sfugge, nell’opera del poeta, il fittissimo ricorso alla velatura dei nomi, offerti attraverso la chiave dell’allegoria, ecco allora oggi ulteriormente emergere dai miei attuali studi quanto occultato da Tiziano stesso nelle due opere: le iniziali del suo nome e cognome ‘TV’, Titianus Vecellio, le date di esecuzione, il 1515 e i molti volti occultati allo stesso modo di quelli da me rilevati nelle opere dei più grandi e minori maestri vissuti nelle varie epoche a partire da Giotto di Bondone.
Una tecnica disvelata, silente e allo stesso modo antica e continuativa che, chiaramente si mostra ora anche nelle opere del Vecellio.

Tra i biondi e mossi capelli della Violante, ruotata di 90° in senso orario, emergono un gruppo di volti tra loro collegati, occultati con diverse grandezze; nel bordo mosso dell’abito bianco della donna, contro la pelle sulla scollatura, emergono semi occultate, per ben tre volte, le iniziali del nome e cognome di Tiziano: ‘TV’, (Titianus Vecellio), meglio poste in luce ruotando il particolare dell’area di 90° in senso orario. Straordinariamente ben definiti sono i due volti tra loro collegati, uno dei quali alza lo sguardo verso la donna, occultati in basso, nel drappo di colore marrone che dalla spalla destra della stessa scende sino alla sua mano, anche in questo caso il particolare viene ruotato di 90° in senso orario per meglio coglierli. Appena a lato di essi compare chiara la grande lettera ‘V’, iniziale di Vecellio, semi celata sempre nel drappo marrone.
Tiziano non si accontentò di tutto questo, ulteriormente occultò le iniziali del suo nome e cognome ’ TV ’ nel cordoncino che tiene raccolti i biondi capelli all’altezza dell’orecchio.
Come segnalato da Stile arte in precedenza, viene qui posta in luce nuovamente anche la viola, posta a destra della scollatura dell’abito bianco ad indicare il nome della donna ritratta.

Allievo di Giorgione, Tiziano si comporta allo stesso modo: occulta nel manto rosso della ‘Salomè con la testa del Battista’, un grande volto, esso è ricavato allo stesso modo di quelli emersi, sempre nelle pieghe dei vestiti, in più dipinti di Giorgione da me inseriti nel volume: ‘Giorgione rivelato’.
La lezione ricevuta dal suo enigmatico maestro si nota anche nell’orecchio della testa sul piatto del Battista, dove, con magistrale sapienza il Vecellio occulta, tra la barba e l’orecchio, due espressivi altri volti recanti appena sopra la chiara data ‘15’, 1515.
Nuovi dati scientifici emergono quindi in questo studio, che suggeriscono un nuovo metodo, una nuova ottica nell’osservazione e studio delle opere di Tiziano.
Lo studio da me apportato nel dipinto ‘Salomè con la testa del Battista’ è, come avvenuto per l’altra opera qui pubblicata ‘Violante’, un’altra interessante rivelazione, che mostra i medesimi intenti e modi occulti nell’immissione delle figure e delle scritte. Altri magistrali volti, altre scritte e date sono sapientemente nascosti ovunque nella superficie dell’opera anche ruotata nelle varie direzioni: una sorte d’incancellabile logo, volutamente nascosto per stabilire la reale paternità, datazione e significato della stessa che, in virtù del comportamento della materia con la quale è eseguita, tramanda e conserva ulteriormente il pensiero dell’esecutore.
Per quanto riguarda la datazione delle due opere ho ritenuto togliere dalla loro didascalia la dicitura sinora presente ‘circa’, in quanto chiare emergono le due date ‘15’, 1515.


8 febbraio 2017
Luciano Buso