Raffaello Sanzio una grande scoperta

Quando uno sconosciuto dipinto su tavola di Raffaello Sanzio, del 1503, incontra per la prima volta il Metodo Buso.

Immagini 1 e 2 - Inedito, mai visto prima da alcuno dall'anno di nascita dell'opera, questo documento stabilisce quale strada vi sia da intraprendere per un più corretto riconoscimento di un'opera d'arte, in questo caso non solo bella e nella piena tipologia dell'artista rinascimentale, ma anche importantissima per la sua datazione ! L'artista è qui giovane, ventenne, si comporta esattamente come quando ebbe a realizzare, dieci anni più tardi, la celebre "Estasi di Santa Cecilia" della Pinacoteca Nazionale di Bologna. (Volume: "Raffaello-Firme, date e figure celate nelle opere", edizioni Grafiche Antiga 2021).
Quale geniale 'testa' avrà semi celato in questo modo così complesso le sigle più conosciute del noto artista rinascimentale?
La grafia è sempre la stessa da me rilevata nei celebri dipinti e nei disegni di Raffaello nei musei, la genialità del 'Grande' idem: la risposta al quesito coesiste nel visibile dell'opera qui in un particolare ingrandito e nella piccola firma "R SANZIVS" sapientemente nascosta tra i capelli del volto semi celato in alto a destra. L'immagine è grande, misura in larghezza cm. 40, a questa misura va vista.

Immagine 3 - Un documento scientifico unico nel suo genere!
Raffaello Sanzio non finisce di stupire: le due lettere "VR", presenti appena sotto la scritta "R SANZIVS", si vedono oggi sole, ma fanno parte della scritta "Vrbinas" al tempo apposta per esteso da sinistra verso destra, della quale sono andate perse quasi del tutto le ultime lettere "Binas". Il dipinto in questione è sconosciuto, eseguito nell'anno 1503 su tavola rivela firme, date e figure semi celate ovunque, del tutto simili e con la medesima grafia a quelle rilevate nelle storiche opere di Raffaello nei musei, volume: "Raffaello-Firme, date e figure celate nelle opere", edizioni Grafiche Antiga 2021.