L'ennesima conferma accademica ai miei studi

L'ENNESIMA  CONFERMA ACCADEMICA AI MIEI DECENNALI STUDI SCIENTIFICI IN QUESTA DIREZIONE CHE, BEN SI GUARDA DAL NOMINARE LUCIANO BUSO QUALE PADRE ASSOLUTO DI QUESTA STRAORDINARIA E NUOVISSIMA SCOPERTA NEL CAMPO DELL'ARTE, AVVENUTA CIRCA TRE LUSTRI ADDIETRO.
I PIU' ATTI NOTARILI DA ME DEPOSITATI NEL TEMPO LO DOCUMENTANO LEGALMENTE ASSIEME AL VOLUME DI BEN 250 PAGINE A COLORI: "IMMAGINI ESOTERICHE NELLE OPERE DI LEONARDO DA VINCI", EDIZIONI ACELUM, DA ME EDITATO GIA' NELL'ANNO 2012, ANCORA OGGI DISPONIBILE PER CHI DESIDERI CONOSCERE PIU' A FONDO QUANTO IL GENIO FIORENTINO OCCULTO' D'ABITUDINE IN OGNI SUA OPERA COMPRESA LA "VERGINE DELLE ROCCE", LA "GIOCONDA" E MOLTE ALTRE, TRA LE QUALI L'APPROFONDITO STUDIO DEL"CENACOLO" DI MILANO MI PERMISE DI EDITARE IN DIGITALE, SEMPRE NELL'ANNO 2012, UN ULTERIORE VOLUME: "LEONARDO DA VINCI-LE RIVELAZIONI SCIENTIFICHE DELL'ULTIMA CENA".
I MIEI STUDI SU LEONARDO DA VINCI, GIORGIONE E GIOTTO DI BONDONE, RISALGONO AGLI ANNI 2008-2009, L'ATTO NOTARILE DA ME DEPOSITATO SU QUANTO SCOPERTO NELLA "GIOCONDA" RISALE AL 2010 E, SICURAMENTE L'AGENZIA ANSA DI ROMA EBBE A PUBBLICARE SVARIATE VOLTE, NEGLI ANNI, QUANTO DA ME SCOPERTO E IL SOPRA CITATO VOLUME: "IMMAGINI ESOTERICHE NELLE OPERE DI LEONARDO DA VINCI".
LE TRE ULTIME IMMAGINI MOSTRANO LE COPERTINE DEI VOLUMI DA ME EDITATI SU LEONARDO NELL'ANNO 2012.


OGGI COMPARE NEL WEB QUESTO IMPORTANTE COMUNICATO ANSA CHE, OLTRE AD AVVALLARE NUOVAMENTE QUESTI INNOVATIVI STUDI SCIENTIFICI, STABILISCE INOPINABILMENTE QUANTO IL GENIO FIORENTINO EBBE AD OCCULTARE NELLE SUE OPERE:

-Redazione ANSA - ROMA 02 marzo 2017 19:41 - NEWS

"Un cane nascosto dietro le fronde nella Vergine delle Rocce"
"Era un atto di accusa contro la corruzione del Papato"
Ci sarebbe un cane con guinzaglio sotto la selva che sovrasta le figure umane nella prima versione della "Vergine delle Rocce", capolavoro di Leonardo custodito al Louvre di Parigi. Ad annunciare la scoperta, è Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, che sottolinea: "Quel cane è l'atto di accusa di Leonardo Da Vinci contro la corruzione del Papato dell'epoca".
La scoperta, spiega Vinceti, promotore della ricerca delle ossa di Caravaggio ma anche di uno studio, qualche anno fa, in cui si annunciava la presenza di lettere celate negli occhi della Gioconda, è stata fatta da Roberto Biggi, ricercatore del Comitato. "Si è giunti a questo risultato con un lavoro nuovo - spiega - attraverso l'uso misto delle tecnologie più avanzate e strumenti semplici, una lente di ingrandimento speciale ci ha permesso di riesaminare attentamente ogni particolare del dipinto e poi photoshop avanzato, un software che permette di fare sovrapposizioni, scomposizioni e ricomposizioni". A dare un senso all'immagine ritrovata, aggiunge, sono i concetti espressi dallo stesso Leonardo nel suo Trattato di Pittura. "Per Leonardo - dice Vinceti - il cane ha un significato preciso, 'per non disobbedire', come scrive lui stesso in uno dei suoi fogli. Il guinzaglio poi è un'aggiunta perché rappresentava nelle cacce medievali e rinascimentali lo strumento che permetteva al feudatario di evitare che i cani mangiassero la preda. Per Leonardo quindi il cane con guinzaglio è il simbolo dell'uomo che deve obbedire a Dio, ai Comandamenti divini, a Gesù, alla vita che Gesù ha incarnato perfettamente per esprimere l'amore cristiano".



Così si esprime la dottoressa M. Daniela Lunghi nella presentazione del volume "GIORGIONE RIVELATO", edizioni Grafiche Antiga, da noi composto e presentato il 16 settembre 2016 presso la Casa Museo Giorgione a Castelfranco Veneto che, sta ottenendo un lusinghiero successo:
"Luciano Buso, poliedrica figura di saggista, pittore e restauratore, ha perfezionato, in oltre dieci anni di studi, un nuovo metodo di indagine.
Egli ha scoperto, provandolo con metodi scientici, che molti artisti, sia del passato che di epoche più recenti, hanno celato nei loro dipinti  figure di animali, volti umani, mostri e, cosa ancora più sorprendente,  firme e date!
Non si tratta di elucubrazioni visive frutto di fantasia, Buso osserva attentamente e con occhi nuovi l’opera pittorica attraverso ingrandimenti fotograci ad alta risoluzione, percepisce gli strati dei pigmenti, i ritocchi e ogni segno che l’artista ha lasciato di proposito sulla tela come messaggi da decifrare.
Individuata una forma, un volto umano o mostruoso, una scritta, una data, lo studioso la isola delimitandola
graficamente con un contorno bianco o nero. Chi osserva le riproduzioni che illustrano i suoi saggi si veda ad esempio ‘Gino Rossi’ in cui prende in esame l’intera opera del pittore non può negare l’evidenza.
La decrittazione di  figure e scritte occultate comporta l’acquisizione di nuove preziosissime informazioni che permettono di assegnare con sicurezza un dipinto ad un autore e di datarlo correttamente. Le opere di Giorgione qui prese in esame possono essere così a lui assegnate con certezza e con certezza datate.
I precedenti di questa visione stanno nella ricerca di un referente antropomorfico del territorio, fenomeno antichissimo e proprio di ogni cultura in base al quale nei rilievi montuosi, nelle isole, nelle forme del paesaggio si individuano parti anatomiche di organismi sovraumani, la natura vivente del cosmo. Secondo la visione codificata già nella Cina degli Han (II sec. a.C.- I sec.d.C.) “ La dimora dell’uomo è la veste di un corpo vivente la cui struttura è riconoscibile nei rilievi montuosi, le componenti corporee nella terra, il sangue nelle sorgenti, i capelli nei boschi, ecc...nel quadro di una paesaggistica totalmente animata e composta da esseri viventi che avrà estesa e precisa infuenza sull’arte occidentale”.
Già nel 1960 Eugenio Battisti nell’opera ‘L’ Antirinascimento’, scriveva che animismo, paganesimo, idolatria, immaginario popolare, non scomparvero con il Rinascimento ma sopravvissero accanto alla cultura ufficiale. Le stesse credenze sono alla base della presenza dei volti nascosti negli elementi della natura e nelle opere dell’uo-
mo ad essa ispirate “così che la tradizione cristiana, relegando forzatamente nel limbo del non esprimibile e del non rappresentabile il complesso delle divinità diffuse in ogni angolo della realtà dalle rocce alle nuvole, dalle macchie alle ombre ne legittima in qualche modo la sopravvivenza all’interno di una segreta tecnica artistica”. Non resta che ringraziare lo studioso Luciano Buso che, con straordinaria sensibilità visiva, capacità e amore per l’arte, indaga, fruga, osserva, studia, confronta, alla ricerca di ogni minimo dettaglio, di ogni possibile sfumatura, utilizzando oltre i già citati ingrandimenti fotografci anche la visione a luce invertita. Scoperte anche firme e date celate risulta diffcile, se non impossibile, negare l’attribuzione di un’opera al legittimo autore.
Possiamo augurarci che la ‘critica ufficiale’ accetti e non contrasti il lavoro di Buso utilissimo anche a smascherare i falsi!"
Maria Daniela Lunghi


Sicuramente quanto appare manifesto nel dipinto seicentesco della terza immagine qui inserita, ben documenta e riassume la spiegazione della storica dottoressa M. Daniela Lunghi.