Giorgione come P. Cézanne e Gino Rossi

Giorgione, Paul Cézanne e Gino Rossi evidenziano, in epoche tra loro lontane, un filo logico nell'occultamento di alcuni volti nei loro dipinti. La concatenazione di questi segreti volti unisce i tre artisti, rendendo unico il loro intimo pensiero in questa occulta pratica.
Un approfondimento scientifico oggi reso possibile dagli innovativi studi della scrittura e delle figure occultate in ogni dipinto antico e moderno.

Le tre immagini qui inserite rappresentano un particolare degli storici dipinti:

Giorgione: Concerto campestre, 1503
Paul Cézanne: “La Montagne Sainte-Victoire vue de la carrière Bibémus Montagne Sainte-Victoire, Blick vom Steinbruch Bibémus” ,1897.
Gino Rossi: Covoni di fieno, 1913

Per una più corretta lettura si cosiglia di ingrandire o rimpicciolire le immagini secondo esigenza.

Nella quarta e ultima pagina l'opera di Gino Rossi "Covoni di fieno", del 1913, viene riportata all'originale forma e, una vera carta d'identità emerge semi celata assieme a delle interessanti figure.