Gino Rossi una storica opera

Nuovi e più approfonditi studi scientifici vengono apportati ora in molte opere di Gino Rossi dallo studioso Luciano Buso. Come promesso, lo scopritore delle "scritte segrete" visita oggi le cosidette "pietre miliari" dell'arte di questo sfortunato, grande pittore veneziano. Interessanti, nuovi dati semi celati emergono in ogni nuova opera analizzata, i quali, nel loro abbondante numero fanno propendere per la realizzazione di un nuovo catalogo sull'artista. 
Lo studioso anticipa e qui pubblica la  scritta "ROSSI", emersa semi celata nella storica opera dell'artista conservata al Museo Civico di Treviso: "Primavera in Bretagna", pietra miliare della sua straordinaria arte.
Assoluta dimostrazione dell'esistenza della scrittura celata presente in ogni opera di questo artista, soprattutto una prova certa e inconfutabile della validità degli innovativi studi, i quali hanno permesso oggi, nonostante l'assurdo boicottaggio accademico, la realizzazione del grande Catalogo Ragionato sulle opere di Gino Rossi.

La totale scritta "Rossi" qui pubblicata in anteprima assoluta, emersa celata in bella vista in basso a destra nell'opera del Museo Civico di Treviso, reca la grafia originale dell'artista, è parte integrante della materia che compone l'opera, conferma oltretutto quanto scritto dallo stesso nel 1913, nella dedica all'amico dott. Binotto, nella quale egli attesta la presenza delle "Scritte segrete" nell'opera a lui donata nel "33": "Paesaggio a Giavera sul Montello".
E' quindi lo stesso artista a dichiarare la sua abitudine nell'apporre la scrittura semi celata nelle  opere eseguite, la quale emerge chiaramente oggi dai miei innovativi studi: il Catalogo Ragionato da me appena presentato a Treviso lo testimonia in modo alquanto eloquente, risultando essere, vista la grande confusione esistente, una sicura guida nel riconoscimento di ogni  opera di Gino Rossi.

A seguire, un'altra straordinaria opera inedita dell'anno 1913 di Gino Rossi da me oggi scoperta, emersa recentemente in una collezione privata. Si tratta di un pastello su carta dai colori straordinari, dal tratto e dal gesto fenomenico decisi, rappresentante una scogliera bretone. Questo pastello, come tutte le opere di Gino Rossi, reca occultate le scritte e le date, confermando quindi ulteriormente quanto errata sia l'affermazione dei due professori, oggi ritenuti più importanti per il riconoscimento delle opere di questo grande artista, che affermano ad una disattenta stampa locale, che le opere di Gino Rossi siano solo un centinaio e niente più.

Quanto sta succedendo oggi, oramai giornaliere cronache lo riportano di continuo - Tribuna di Treviso 6,7,8,9,10,11 marzo 2015, Gazzettino di Treviso 6,7,8,9,10,11 marzo 2015, nella città di Treviso, pone dei quesiti ai quali non ci si può in alcun modo sottrarre. La gente comune, il collezionista, cominciano a porsi delle domande, a cercare di capire cosa sta succedendo nel campo dell'arte!!! Essi vorrebbero recarsi liberamente in visita a quelle che dovrebbero essere per tutti e non per una piccola casta: LE MOSTRE - LE NOSTRE RADICI CULTURALI, che mai dovrebbero rappresentare solo un business, (Tribuna di Teviso, 11 marzo 2015)!!!