F. Zandomeneghi una perizia scientifica

F. Zandomeneghi la perizia scientifica.

‘...Privo di storiografia’, '...opera sicuramente di maestro dell'epoca eseguita da autore sconosciuto', così viene oggi definito da Giuliano Matteucci, responsabile dell’archivio storico dell’Istituto Matteucci a Viareggio, lo straordinario, raro dipinto dello Zandomeneghi del 1873 ‘La Nenè’, eseguito dall’artista un anno prima della sua partenza definitiva per Parigi.
Non solo ma, pur riconoscendo al telefono la validità degli innovativi studi scientifici da me profusi, della mia persona che ritiene '...intelligente e di mondo', pur avendo lui stesso suggerito con enfasi poco trattenuta, nell'anno 2006 nel suo studio, davanti a dei testimoni, che l’opera era ascrivibile alla mano dello Zandomeneghi, allora inviandomi da più studiosi e storici in Italia, egli si ritiene ora ’impreparato’ ad affrontare l’archiviazione in quanto la sua formazione accademica glielo impedisce. Sostiene altresì che l'opera potrebbe essere di qualsiasi altro autore nonostante quanto la scienza oggi pone chiaramente in luce: la  perizia scientifica da me svolta nell'opera rivela le chiare firme segrete e ufficiali dello Zandomeneghi oltre l'autoritratto dell'artista semi occultato in alto a destra, sullo sfondo dietro la nuca della ragazza ritratta.

Dire raro è dire poco, le opere dello Zandomeneghi di questo periodo sono ricercate, fortemente ambite dal collezionismo internazionale al punto che quando appaiono nel mercato dell’arte fanno cifre record, se poi, come in questo caso, il personaggio ritratto è la famosa, storica figlioccia dell’amico pittore Telemaco Signorini Irene Roppele, chiamata confidenzialmente dai macchiaioli ‘Nenè’, allora l’appetito dei collezionisti sale vertiginosamente!

Privo quindi della storiografia richiesta, ma proviene da collezione vaticana di tutto rispetto, questo straordinario dipinto viene volutamente lasciato nel Limbo, al buio, nascosto ai molti che manifestano sempre più il desiderio di visitare le grandi opere dell’Ottocento italiano conosciute nell’intero globo.

Viene allora spontanea e giustificata una riflessione: come mai lo stato italiano affida simili importanti responsabilità ad un’unica persona?  Oppure, visto l’eco e importanza internazionale delle opere dello Zandomeneghi non dovrebbe l'attuale responsabile del'archivio essere affiancato da altri storici, studiosi per lo studio e l’archiviazione delle opere come solitamente avviene in importanti autori quali Leonardo da Vinci, Raffaello e moltissimi altri? 

Il dipinto della 'Nenè' è corredato delle perizie scritte rilasciate a suo tempo dagli storici presso i quali allora m’inviò lo stesso Giuliano Matteucci: Raffaele De Grada di Milano, Luigi Menegazzi di Treviso e Giandomenico Romanelli di Venezia, alcune altre verbali perizie sono state rilasciate da: Stefano Fugazza di Piacenza oggi scomparso che, si era ripromesso di portare il dipinto, poco prima della sua morte, in una mostra itinerante sull'Ottocento italiano in Europa, Vittorio Sgarbi che, davanti al dipinto a Milano si rese disponibile a stilare perizia scritta e Piero Dini di Montecatini oggi scomparso che, davanti all'opera nella sua abitazione così si espresse: "...se questo non è un falso è sicuramente opera dello Zandomeneghi..."

Le opere d’arte rappresentano il vanto italiano nel mondo, in questo, il bisogno di porre maggior ordine per un beneficio comune della nostra preziosa storia dell’arte. L’evoluzione scientifica per il loro riconoscimento sono gli attuali, innovativi studi, l’attuale metodo da me profuso ovunque nel mondo, il quale approda ora, su commissione, al museo Santa Croce a Firenze e si rivela quale mirato riconoscimento di ogni opera: Giotto, Leonardo, Giorgione, Tiziano, Bronzino, Vasari, Gino Rossi e moltissimi altri ne hanno già tratto beneficio.
La perizia da me fatta, qui pubblicata in un sunto, mostra incontroveribilmente la validità del nuovo metodo, l’attuale evoluzione della scienza al servizio della storia dell’arte! Mostra soprattutto, a differenza di quanto sopra sostenuto da Giuliano Matteucci, che ad eseguire l'opera sia stato esclusivamente Federico Zandomeneghi nell'anno 1873.

Alla fine sono qui pubblicati due storici dipinti di Telemaco Signorini rappresentanti la filioccia Nenè, dai quali è possibile cogliere la somiglianza della ragazza con quella immortalata dallo Zandomeneghi in quest'opera che, nel ritratto in genere era meglio preparato. Il tipico rapporto naso-bocca della giovane mi fu al tempo suggerito, con molta enfasi, dallo stesso Matteucci Giuliano. D'altro canto fu lo stesso Zandomeneghi ad occultare nel dipinto, dai miei studi, il nome della ragazza ritratta: Irene Roppele e Nenè.
Il dipinto mostra le sole firme dello Zandomeneghi e non di altro autore, mostra ulteriormente in alto a destra l'autoritratto semi occultato dello Zandomeneghi e la chiara data 73, 1873, presente in alto sulla verticale del capo della ragazza ritratta.
Un'opera questa, di elevato valore storico-culturale, nella quale chiara è la firma 'F. Zandomeneghi' da me posta in luce in basso a destra! Comparata con le altre firme dell'artista di questo periodo, essa è del tutto originale e simile, (ultima immagine).