Arturo Martini e Gino Rossi

Ieri 17 ottobre 2017 sono stati pubblicati nel Gazzettino di Treviso i recenti studi scientifici che hanno favorito la scoperta di due inedite, importanti opere di Arturo Martini e Gino Rossi.
Le mani congiunte quasi stesse pregando, il suo vestiario è alquanto povero come anche il suo cappello, un fedele cane è seduto alla sua destra, in alto a sinistra un'acquasantiera, la scena si svolge davanti al portale di una chiesa. Il probabile, unico autoritratto oggi esistente di Gino Rossi eseguito nel 1915 su tela che misura cm. 140x100, si rivela quale importante aggiunta al 'Catalogo Ragionato' da me curato.
Segue un altro prezioso ritrovamento: il busto in terracotta firmato da Arturo Martini rappresentante l'amico Gino Rossi nel 1945. Il cospicuo dossier di ricerca scientifica da me svolto è stato ora tramutato in un interessante volume di prossima edizione: 'Arturo Martini-Un'anima scolpita', nel quale figurano le scritte segrete da me rilevate nelle storiche opere dell'artista conservate al museo Bailo di Treviso, a seguito comparate con le simili rilevate nell'inedito busto in terracotta. L'importante scultura è stata sottoposta all'unico amico dei due artisti ancora oggi vivente Prof. Angelo Gatto, noto pittore di Castelfranco Veneto, classe 1922, il quale commuovendosi, riconosce nella scultura il volto dell'amico Gino Rossi, sottolineando ulteriormente il fatto che è qui rappresentato da Martini con il setto nasale spostato. Egli racconta la vicenda di quando con l'amico Toni Benetton lo andavano a trovare per alcuni anni, ogni sabato, nell'ospedale psichiatrico San Artemio di Treviso, ottenendo quasi sempre il permesso per portarlo fuori, nella vicina osteria della sorella di Toni Benetton dove il giovane Simon veniva mandato a comperare della mortadella che tanto piaceva a Gino Rossi. Al loro rientro in ospedale egli si rifiutava di lasciarli e un nerboruto infermiere gli si avvicinava malmenandolo brutalmente, trascinandolo di forza all'interno della struttura ospedaliera. Queste percosse hanno lasciato il segno nel povero e sfortunato artista al punto che l'amico Arturo Martini lo ha rappresentato con i segni della sua sofferenza. Sono qui inserite, alla fine, alcune pagine estrapolate dal volume di prossima edizione che riportano la preziosa testimonianza del loro amico Angelo Gatto.
E' comunque lo stesso Arturo Martini ad indicare, scolpendolo nella base dell'opera prima della cottura, il nome dell'amico e la data di esecuzione: 'G. Rossi 45'.