Il demone criptato da Giotto

Sabato 05 del mese di novembre 2011, è apparsa nella rassegna stampa nazionale, una importante e sconvolgente notizia: il ritrovamento da parte di una nota storica italiana, del volto di un demone con le corna, celato tra le nuvole del cielo in un importante affresco di Giotto, presso la basilica di Assisi. Tutto il mondo è stato tempestivamente messo al corrente di tale importante notizia, che è apparsa anche al telegiornale delle ore 20,30 di domenica 6 novembre 2011. Le voci corse al tg2, parlano di stravolgimento della storia dell'arte, che dovrà essere totalmente rivista alla luce di questa comparsa, della concreta esistenza di scrittura ed immagini esoteriche celate nei dipinti di tutte le epoche. Il fatto ha profondamente scosso l'opinione pubblica, ma anche il padre stesso della scoperta : lo studioso Luciano Buso, che da anni pratica la difficile ricerca delle scritte e delle immagini criptate nei dipinti, già pubblicate in due interessanti volumi: "Firme e date celate nei dipinti da Giotto ai tempi nostri"- Duk edizioni, febbraio 2011- "Giotto firmò la sacra Sindone"- Acelum edizioni, giugno 2011, mentre un terzo volume di oltre mille pagine, con oltre cento artisti studiati di tutte le epoche, il più importante e completo dei tre, volge oramai al termine. Le pubblicazioni appaiono registrate da lungo tempo presso la "SIAE" a Roma e in precisi atti notarili in Veneto. Complimentandosi con la scopritrice del volto del "demone" nell'affresco di Giotto ad Assisi, Luciano Buso precisa alla stessa, che con ogni probabilità è a conoscenza delle ricerche e delle pubblicazioni dello studioso, che una immagine simile è già stata da lui già rilevata alcuni anni addietro nell'affresco: "Esaù respinto da Isacco"- affresco 300x300 cm. Assisi, Basilica Superiore di San Francesco. Tale immagine, rappresenta un volto demoniaco che emerge, schiacciato tra le pieghe del lenzuolo, sotto il sedere di Isacco, riscontrabile a pagina 14 del volume e inserito nella copertina dello stesso, già editato nel febbraio 2011. Da tempo infatti, il noto studioso ha evidenziato nei suoi interminabili studi, la pratica e l'inserimento nei dipinti di tutte le epoche della scrittura criptata, oltre ai precisi contenuti esoterici rilevati in più opere di: Giotto, Giorgione e via via sino alla nostra era, con le opere del primo novecento di Gino Rossi, dove nel dipinto: "Dramma sul Golgota" del 1918, emergono figurazioni criptate in chiave esoterica a dir poco sconvolgenti ed impressionanti. Lo studioso inoltre ci indica nel dipinto di Giorgione: "Saturno in esilio", la presenza del Padre celeste accovacciato sulla sinistra, inserito dall'artista in forma criptata sotto forma di roccia, che con una pianta inserita sulla fronte, a stabilire nello spazio la conoscenza e un suggeritore sull'orecchio che funge da tramite con il mondo, scruta con fare severo le scene sottostanti nella valle dell'Eden, dove seduto in trono, sulla destra, appare il Figlio Gesù che viene omaggiato da alcuni personaggi. Tra le piante nella valle, vi sono alcuni animali: dei cerbiatti, un pavone ed un leopardo che convivono pacificamente insieme, la fiera viene descritta in una posa raccolta, non minacciosa. Scena questa prettamente biblica, di chiara lettura e facile interpretazione, che nulla ha a che fare con il titolo sinora suggerito dagli storici, "Saturno in esilio", che non hanno ravvisato tali messaggi criptati, sbagliando di fatto e travisando totalmente il vero significato del dipinto, che verosimilmente dovrebbe titolarsi: "La valle dell'Eden". In virtù di quanto sopra detto, Luciano Buso è totalmente favorevole nel rivedere la storia dell'arte, di accantonare per sempre gli ammuffiti ambienti accademici, che ci hanno sinora in buona fede sviato dalla realtà, in quanto totalmente all'oscuro dei nuovi dati scientifici emersi. Lo studioso sprona quindi la ricerca in tal senso per un comune interesse della nostra preziosa storia dell'arte, incoraggia i giovani nel perseguire questa giusta via che agli atti recenti, risulta essere più consona ad un più giusto avvicinamento alle opere d'arte di tutti i tempi , anche se già molti di loro oramai lo stanno già facendo da tempo portando nei loro esami di laurea, proprio la materia delle scritte celate.